Lamezia Terme - Il centro studi Aletheia ribadisce la sua contrarietà all'ipotesi del Comune di istituire anche la tassa di soggiorno all'interno del territorio lametino. Le ragioni - affermano - sembrerebbe che facciano riferimento alla necessità di mantenere i livelli di manutenzione dei servizi e della incentivazione di iniziative a carattere turistico-ricettive sul territorio. La notizia ha destato particolare disappunto, oltre che nei cittadini, che temono che ancora una volta la città sia penalizzata dal punto di vista turistica a scapito dei paesi limitrofi (Gizzeria, Falerna, Pizzo Calabro, Catanzaro Lido ecc.), soprattutto negli albergatori. Questi, infatti, con l’istituzione della tassa, oltre che sopportare l’onere di dover incassare per conto del Comune detta tassa, sconterebbero uno svantaggio competitivo nei confronti delle strutture dei paesi limitrofi che potrebbero così praticare offerte e tariffe complessivamente più vantaggiose.
La tassa appare - precisano poi - inoltre, alquanto anacronistica poiché il Ministero dell’Economia nello scorso febbraio ha reso noto di voler sospendere l’imposta in quanto tenderebbe all’aumento di tributi locali e, pertanto, sarebbe in conflitto con quanto disposto dalla legge di Stabilità. Per questa ragione, i comuni che la hanno già istituita, o che la istituirebbero, rischierebbero di trovarsi in grosse difficoltà di bilancio qualora venisse imposto di sospenderla. Altre imposte potrebbero invece risollevare il bilancio comunale, ove riscosse tempestivamente, come l’Imposta sulle Emissioni Sonore degli Aereomobili Civili o l’Addizionale Comunale sui Diritti di Imbarco dei passeggeri.
Il Centro Studi Aletheia "invita inoltre, gli amministratori comunali a riflettere prima di istituire una tassa che potrebbe danneggiare fortemente la già critica economia turistica cittadina e persino il bilancio comunale, qualora la tassa fosse sospesa o dichiarata illegittima successivamente alla sua istituzione".
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