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Lamezia Terme - Si inserisce nel dibattito politico prereferendario l’incontro organizzato dall’UDC a tema “Le ragioni del No: la famiglia alla luce del referendum costituzionale” che ha avuto come ospite l’avvocato Giancarlo Cerelli, consigliere centrale dell’Unione Giuristi Cattolici, noto per le sue posizioni antitetiche rispetto ai temi caldi delle unioni civili e dell’ideologia gender. Introdotto dal consigliere Nicotera e dall’avvocato Cicco, Cerelli, nel suo articolato intervento, ha sottolineato “l’uso ideologico e tecnocratico del diritto” che in Italia avrebbe portato all’approvazione di  “una serie di leggi contro la famiglia”  in un contesto mondiale in cui si fa sentire in maniera crescente il peso di lobby di potere che avrebbero come scopo la dissoluzione di “corpi intermedi” fra lo Stato e il cittadino – come la famiglia – a fini di controllo. “La riforma costituzionale – ha concluso Cerelli – detta le regole del gioco, disciplinando i rapporti minoranza e maggioranza.

Noi votiamo no perché non vengano negate quelle basi di democrazia che sono importantissime in un contesto sociale e politico come questo. Se passasse la riforma chi vince le elezioni avrebbe il 54% dei seggi, e avrebbe il potere di far approvare una legge anche in poche ore, senza problemi d’opposizione.” Questo in un contesto in cui i “poteri forti” , cui Cerelli fa riferimento, tenderebbero a influenzare fortemente il governo, e non solo in Italia : dunque, secondo l’avvocato, “meglio cercare d’inceppare il meccanismo piuttosto che oliarlo.”

Giulia De Sensi

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