
Lamezia Terme – “Una decisione veramente sofferta per me ma avvenuta per fare spazio alla mia famiglia che troverò a Bologna”. A dirlo un commosso Domenico Prestinenzi nella sua breve cerimonia di commiato, che dopo quattro anni si congeda dalla Procura e dal Tribunale lametino. Al suo posto, sin quando non sarà nominato il sostituto, andrà Luigi Maffia. Prestinenzi ha svolto il suo ruolo a Lamezia dal 2012 ed era subentrato a Salvatore Vitello andato prima a ricoprire il ruolo di vice capo di Gabinetto del Ministro della Giustizia mentre ora è Procuratore di Siena.
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Ad assistere e partecipare alla breve cerimonia il presidente del Tribunale, Bruno Brattoli, il personale giudiziario, i magistrati, gli avvocati con il presidente dell’Ordine Antonello Bevilacqua, il Procuratore di Catanzaro Raffaele Mazzotta, il presidente della Corte d’Appello di Catanzaro, Domenico Introcaso, il presidente della Camera Penale Pino Zofrea e i rappresentanti delle forze dell’ordine e il sindaco Paolo Mascaro.
Il presidente del Tribunale Bruno Brattoli, ha espresso il grande affetto che nutre per la figura di Prestinenzi, “un vero gentiluomo, un grande magistrato che per motivi personali ci lascia e che è sempre riuscito a intessere i giusti rapporti con i colleghi magistrati e con gli avvocati nonché con il personale giudiziario, lavorando costantemente con una grande classe, pertanto oggi salutiamo un grandissimo magistrato”. Domenico Prestinenzi non nasconde la sua naturale commozione e ne spiega le ragioni: “Una decisione veramente sofferta per me ma avvenuta per fare spazio alla mia famiglia che ritroverò a Bologna,una decisione sofferta perché lascio un lavoro in cui ho sempre creduto ed è stato il motivo per cui mi sono iscritto a giurisprudenza, mi dispiace lasciare per l’affetto che ho riscontrato negli uffici giudiziari, ma vi lascio con orgoglio”. “Non lascio completamente la mia carriera che avrà altri incarichi giuridici” (sarà giudice della commissione tributaria regionale).
Il presidente dell’ordine degli Avvocati Antonello Bevilacqua, evidenziando anche lui le grandi qualità di Prestinenzi e la lunga conoscenza che lo lega a lui ha commentato: “preferisco gli arrivi alle partenze di magistrati. Lamezia non rimarrà sguarnita quando Prestinenzi andrà via, chi lo sostituirà saprà fare bene”. “Conosco Domenico da quando si occupava di civile, sin quando non è diventato Procuratore, ho sempre apprezzato il rispetto che ha avuto nei confronti dei colleghi avvocati, le sue doti di Magistrato e investigative nella lotta alla criminalità”. Il Presidente della Corte d’Appello di Catanzaro Domenico Introcaso, ricorda ed elogia il lavoro svolto con Prestinenzi, “ho lavorato e condiviso tanto lavoro ed esperienze con Prestinenzi che ha improntato la sua vita all’impegno professionale e al rispetto delle regole ed è sempre stato un punto di riferimento per tutti gli istituti del diritto civile, il commiato di oggi, del quale condivido appieno i motivi, è una vera perdita per la Magistratura cui si è occupato sin da giovane, diventando un vero maestro per i giovani che gli sono stati vicini”.
A portare i saluti da parte della camera Penale lametina è stato il suo presidente Pino Zofrea il quale ha voluto celebrare l’aspetto e le qualità umane di Prestinenzi. Il Procuratore generale di Catanzaro Raffaele Mazzotta, già Procuratore di Lamezia e cittadino onorario, ha rimarcato il periodo in cui lo ha affiancato apprezzandone le qualità e la professionalità “Mimmo avrebbe potuto svolgere questa attività per altro tempo ma per necessità familiari e personali ha deciso di smettere, decisioni del tutto condivisibili, gli anni che ho vissuto da procuratore sono stati ‘sanguinosi’ per la città, ma gli anni vissuti da Prestinenzi hanno dato avvio ad importanti indagini e operazioni volte alla legalità”. Ad elogiarne il senso di lealtà e criticità sempre mirate a migliorare il comparto giustizia è stato il sostituto procuratore Luigi Maffia, “nelle sue stagioni di procuratore è stato contraddistinto da un grande senso di lealtà e umiltà”.
Francesco Ielà









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