
Lamezia Terme - Una Lamezia sobria, tranquilla e composta, ma anche numerosa, ha assistito stamattina all’apertura della Porta Santa in cattedrale, in contemporanea con la chiesa di S. Giovanni in Laterano a Roma e con numerosissime altre chiese e santuari del mondo cattolico, che hanno insieme inaugurato l’inizio ufficiale dell’Anno Santo Giubilare della Misericordia voluto da Papa Francesco.
Presenti alla cerimonia, presieduta dal Vescovo, le autorità civili e militari, in primis il sindaco Mascaro con la giunta e i consiglieri, e una vasta rappresentanza del clero che ha partecipato alla celebrazione. Un posto speciale anche per gli ammalati assistiti dai volontari dell’Unitalsi. La messa, celebrata all’aperto su corso Numistrano, è stata preceduta dalla lettura pubblica della “Bolla Misericordiae Vultus” emessa dal Papa all’indizione dell’Anno Santo, in cui si invita a “contemplare il Mistero della Misericordia”, per rendere “ più forte ed efficace la testimonianza dei credenti.” Incentrata sul perdono e sulla Misericordia di Dio anche l’omelia del vescovo Cantafora. “Dio non si stanca di perdonare, siamo noi che ci stanchiamo di chiedere la Sua Misericordia” ha ricordato Sua Eminenza citando il Papa, per poi soffermarsi sul significato di “Grazia, Perdono e Liberazione” che l’Anno Santo porterà con sé attraversando le ferite di questa città. Cantafora parla delle piaghe condivise del clientelismo, della corruzione, dello sfruttamento dei lavoratori, di mafia e malaffare, dalle quali “si spera di raccogliere frutti di conversione”. Prima della processione, che è culminata nell’apertura della Porta Santa alla presenza del clero e dei laici designati a ricevere l’Icona Giubilare da esporre in tutte le parrocchie della Diocesi, è stato annunciato che anche i Santuari di Dipodi e di Conflenti saranno “Chiese Giubilari, dove andare in pellegrinaggio ricevendo così l’indulgenza plenaria”.
Giulia De Sensi
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