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Lamezia Terme – “I disagi accaduti nelle scorse settimane a Lamezia Terme a causa dei disservizi della rete idrica, hanno lasciato la gran parte dei cittadini privi dell’acqua potabile per svariate ore, provocando non pochi malumori. Ciò che viene dato per scontato, come aprire il rubinetto e vedere scorrere l’acqua, è molto più prezioso di quanto si possa pensare, ma purtroppo solo la privazione fa riflettere la maggior parte delle persone! Il 18 settembre ricorre la Giornata Mondiale di monitoraggio dell’Acqua ed è l’occasione buona per riflettere sulla penuria mondiale dell’“oro blu”. Sebbene la Terra sia composta da quasi 1,4 miliardi di km cubi d’acqua, solo il 2,5% è acqua dolce e meno dell’1% può essere utilizzata dall’uomo come acqua potabile”. E’ quanto afferma in una nota l’antropologa Angela E.M. Morabito, presidente Associazione No Profit Change Destiny.

Per questa ragione l’Associazione No Profit Change Destiny lancia il Progetto “Liquidità a Rischio… Non sprecare l'acqua usala responsabilmente” e invita a visitare la pagina dedicata sul proprio Portale web all’indirizzo www.change-destiny.org/liquidita_a_rischio.html per conoscere i sistemi più efficaci per un Uso più Responsabile dell'acqua, senza sottoporsi ad alcuna privazione e per di più “rischiando” di risparmiare un bel gruzzolo, una volta tanto senza “disturbare” Madre Natura.

“Nel mondo circa 750 milioni di persone – aggiunge - non hanno accesso all’acqua potabile e con la crescita della popolazione la domanda mondiale di acqua da qui ai prossimi anni aumenterà di oltre il 50%. Il problema dell’accesso all’acqua riguarda soprattutto i Paesi che già soffrono la siccità e dove vivono i 2/3 della popolazione mondiale. Di contro nei Paesi sviluppati se ne sprecano enormi quantitativi, senza pensare alle inevitabili conseguenze in termini di impatto ambientale, economico e socio-politico dato che la carenza d’acqua può verosimilmente essere considerata come uno dei motivi di conflitto armato tra i popoli. In tutta Italia quasi il 40% dell’acqua prelevata si disperde in una rete idrica “colabrodo” che causa la perdita di oltre 3 miliardi di metri cubi”.

“Una situazione così drammatica – conclude - necessiterebbe di interventi urgenti e risolutivi, ma anche noi nel nostro quotidiano possiamo intervenire con piccoli ma significativi accorgimenti, per ridurre il consumo di acqua e arginare lo spreco, anche di denaro”.

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