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Lamezia Terme - "Mantenga in vita il nostro centro, non ci costringa ad andare fuori regione per curarci". E' l'appello che i familiari e i pazienti in cura al Centro regionale fibrosi cistica di Lamezia Terme, ubicato nell'ospedale Giovanni Paolo II, rivolgono, in un comunicato, al Commissario ad acta per la sanità, Massimo Scura. Scura, che giovedì ha visitato l'ospedale lametino, ha fatto sapere che in settimana incontrerà una delegazione di utenti del centro lametino. "Non ci sentiamo tutelati da nessuno - sostengono i familiari dei pazienti - nemmeno da chi sarebbe preposto a difendere la cura della nostra malattia, come la Lega Italiana Fibrosi Cistica - Calabria che, da quanto ci risulta, non ha promosso alcun documento o incontro ufficiale per denunciare l'accorpamento a pediatria e la precarietà della maggior parte del personale medico, problemi che mettono a rischio la qualità e la tenuta stessa del centro".

"Il centro lametino - prosegue la nota - ha ottenuto la certificazione di qualità ISO 9001, ma la maggior parte del personale medico continua a essere precario e l'ultimo piano di assunzioni approvato dal commissario Scura non ha previsto assunzioni per il centro fibrosi cistica: temiamo per questo che la struttura possa essere smantellata". Il Centro regionale fibrosi cistica, che ha ottenuto la certificazione di qualità Iso 9001, è aperto da circa un anno e mezzo e ha in cura circa 140 pazienti tra adulti e bambini. "Tuttavia, nonostante l'eccellenza dimostrata - sostengono i parenti dei pazienti - il centro continua a essere a rischio. Non confermare il personale farebbe venire meno il legame di fiducia medico-paziente, fondamentale nella cura della fibrosi cistica, e rappresenterebbe un enorme spreco di soldi pubblici, anche perché questi medici si sono specializzati frequentando prestigiosi master. Perdere questo personale formato sarebbe la fine del centro e del lavoro fatto fin qui".

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