
Lamezia Terme - Si è conclusa in cattedrale la celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Cantafora per celebrare la memoria di Salvatore Aversa e Lucia Precenzano, barbaramente uccisi per mano mafiosa il 4 Gennaio 1992 nella via lametina che oggi porta i loro nomi. Presenti accanto ai figli dei coniugi uccisi, nella cerimonia seguita come ogni anno dalla deposizione di una corona presso la lapide commemorativa, numerose autorità civili e militari, fra cui il sindaco Mascaro, il prefetto Latella, gli onorevoli Scalzo e Lo Moro, il dirigente del commissariato e vicequestore Antonio Borelli, il questore di Catanzaro Giuseppe Racca, l'ispettore della polizia giudiziaria Francesco Morelli. Quest'ultimo in un discorso introduttivo ha tracciato brevemente le fasi della vita del sovrintendente Aversa: nato a Castrolibero inizia la carriera a soli 19 anni e viene trasferito a Nicastro subito dopo la nascita della terza figlia, Giulia. Morelli lo definisce ''un uomo schivo, con uno spiccato senso della giustizia e notevoli capacità investigative.'' Capacità che lo pongono in maniera naturale contro il male di questa terra, che inghiotte, secondo le parole di Cantafora, ''le vite di tanti poliziotti, magistrati, ma anche imprenditori e giornalisti, uccisi in nome della giustizia''. Racca sottolinea infine lo sprone rappresentato da questi sacrifici a impegnarsi di più contro qualsiasi forma di illegalità.
Giulia De Sensi
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