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Lamezia Terme - Incalzato dalle domande dei giornalisti ad una conferenza stampa nella sede della polizia locale, Alecci risponde finalmente ad alcuni dei molti interrogativi che tengono sospesa in questi mesi l’opinione pubblica rispetto alla chiusura di teatri e stadi comunali, agli esiti dello sciopero dei dipendenti comunali e alla possibilità di una proroga del mandato commissariale. “Nessuno di noi ha assolutamente richiesto alcuna proroga – dichiara a questo proposito coinvolgendo il collega Fusaro presente al tavolo dei lavori – dunque non ci sarà. Il nostro mandato si concluderà regolarmente dopo 18 mesi a decorrere dal 27 novembre 2017, giorno del nostro insediamento.”  Rispetto allo sciopero, Alecci si dichiara “dispiaciuto”, pur riconoscendo che lo sciopero rappresenta un diritto inalienabile. Parimenti, Alecci non mette in forse le innegabili condizioni di carenza di personale da cui il Comune è interessato, della “sofferenza in cui si trova la struttura Municipale” e del “sovraccarico di adempimenti” cui però non sarebbe stato possibile far fronte a causa del “venir meno al’interno della struttura di figure essenziali”, quelle preposte all’avvio di concorsi che possano sfociare in assunzioni effettive.

Infatti, i commissari avrebbero già da principio predisposto un piano di assunzioni per rimpolpare il personale con relativi fondi stanziati, ma venendo a mancare una serie di step intermedi, il piano non avrebbe potuto trovare attuazione nel 2018, né è certo se da qui alla fine del mandato ciò accadrà poiché, dice Alecci, “non dipende da me”.  Questa proposizione si allarga a circoscrivere anche la questione dei teatri e degli stadi chiusi, visto che, continua il commissario, “io non avrei alcun interesse a tener queste strutture chiuse e inutilizzate” e aggiunge di augurarsi che presto i dipendenti della polizia locale possano “dirigere il traffico dei cittadini diretti al teatro Grandinetti o allo stadio D’Ippolito.” Semplicemente, Alecci parla di un iter che è necessario seguire per ragioni di sicurezza e di cui lui non è assolutamente nelle condizioni di imporre uno svolgimento accelerato. Per il momento tale iter garantirà nei prossimi giorni l’attuazione di un’ordinanza che porterà all’apertura ad almeno 100 spettatori degli stadi Renda e D’Ippolito, come già fatto per lo stadio Riga.

Giulia De Sensi  

 

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