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Lamezia Terme - “Ho sempre fatto ciò che il cuore mi ha dettato: aprire la mia casa all’accoglienza è sempre stata per me una fonte di ricchezza spirituale”. Con queste parole Chiara Piccolo Longo ha accolto il premio Rosa d’Argento – Frate Jacopa 2016, giunto alla sua seconda edizione e conferito dalla Comunità dei Cappuccini di S. Antonio e dall’Ordine Terziario Francescano, in occasione della cerimonia del Transito, che si svolge ogni anno per celebrare il passaggio ad altra vita del Santo di Assisi. Conforme al ruolo di “testimone di fede, speranza e carità nella nostra terra”, che il premio si propone di riconoscere, Chiara Piccolo Longo si è distinta per la sua vita ritirata e discreta, densa di prove eppure al servizio del prossimo.

“La sofferenza ha arricchito e non inaridito il suo cuore” – dice di lei Padre Bruno Macrì, latore del riconoscimento. Orfana di madre, cresciuta da una zia e in collegio dai Salesiani, moglie di Rosario De’ Medici, perde presto il marito e uno dei due figli. Spende poi la sua vita per gli altri, anche attraverso l’associazionismo, diventando presidente della società San Vincenzo De Paoli e dell’associazione Maria Cristina di Savoia. Ciò nonostante, non ama apparire: è questo a renderla vicina alla figura francescana di Frate Jacopa, al secolo Jacopa de’ Settesoli, cui il premio è intestato. La nobildonna di origine normanna ospitò infatti Francesco d’Assisi durante il soggiorno romano che lo vide al cospetto di Papa Innocenzo III, rimanendo poi sua fedele amica e seguace durante tutta la vita, tanto da vivere in conforme povertà e da essere l’unica donna ammessa al suo cospetto in punto di morte, considerata al pari di uno dei suoi frati.

Giulia De Sensi

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