
di Virna Ciriaco
Lamezia Terme - Saranno presentate domani al Sindaco alle 10:00, presso la sala del Comune in via Perugini, le 1200 firme raccolte dall'Associazione Terra Futura contro il declassamento di aeroporto e stazione centrale di Lamezia. Tale iniziativa, voluta da un gruppo di giovani, è simbolica e vuole sensibilizzare sul tema delle penalizzazioni subite negli anni dalla città in materia di infrastrutture e trasporti. A tal riguardo, però, c'è da dire che la stazione centrale di Lamezia è già da tempo stata "declassata" in favore di quella di Paola. Tale declassamento, infatti, era già avvenuto diversi anni fa e si è consolidato allorquando si era deciso di dimezzare il personale della biglietteria e, ancor più, quando la Rete Ferroviaria Italiana, nel momento in cui ha deciso di rinnovare le principali stazioni italiane, ha preferito investire maggiore liquidità nella stazione di Paola (dove tra l'altro avviene già da tempo il cambio del personale ferroviario) definendola tra le stazioni "Gold" assieme a Catanzaro Lido. Lamezia, già quattro/cinque anni fa, è stata classificata invece come stazione "Silver" ed ha quindi subito solo un parziale restyling. A questo si aggiunge la cancellazione di alcuni treni, la linea ferroviaria tirrenica che, per l'attuale ubicazione e per fattori geomorfologici, non consentirebbe l'Alta Velocità così come il conseguente utilizzo dei Frecciarossa, per non parlare del depotenziamento dei treni "più veloci" come i Frecciargento.

Sul versante aeroporto, invece, la situazione è diversa. Molti voli da parte di Compagnie aeree low cost sono stati cancellati. Si è assistito, infatti, ad un progressivo depotenziamento dei voli con Compagnie "in fuga", senza dare neppure tante spiegazioni. Parliamo di Easy Jet o Blu Express che sono andate via lasciando il monopolio sull'aeroporto di Lamezia ad Alitalia, almeno per quanto riguarda i voli da e per Roma, con tariffe esorbitanti per le tasche dei calabresi e lametini, mentre Ryanair pare non sia mai stata interessata ad un volo da e per la Capitale. Già questo, in sé, è motivo d' impoverimento e declassamento ma a ciò si aggiunge anche il fatto che qualcuno ha visto, nel Nuovo Piano Nazionale Aeroporti Enac un impoverimento dello scalo lametino. In realtà, Lamezia viene considerato dal Nuovo Piano Enac come scalo "strategico" tra i tanti importanti aeroporti nazionali. Ovviamente la capacità di traffico di Lamezia è minore rispetto ad aeroporti come Milano, Roma, Bari, Palermo o Catania e, di conseguenza, anche gli investimenti previsti sono al di sotto di quelli per altri aeroporti nazionali. Tra gli interventi previsti per l’aeroporto di Lamezia finanziati dallo Stato ci sono sia “l’Adeguamento strip, bretella di collegamento e impianti pista” (datato 2011/2015) che “Ampliamento piazzale fase 2” datato (2013/2014). Entrambi prevedono il finanziamento con fondi Pon per 20 milioni di euro. Per quanto riguarda invece l’esborso di spese più consistenti, come il restyling dell'intero aeroporto, l’Enac nel suo Piano prevede che se ne dovrà fare carico la Sacal mentre il collegamento tra aeroporto e stazione centrale è addirittura da programmare e non ha attualmente nessun costo, masterplan e possibile finanziatore. Questi ultimi lavori, dunque, non spettano e non attengono tanto a possibili declassamenti nazionali nei confronti dello scalo lametino, quanto a politiche di finanziamento regionale e gestione delle risorse da parte di Sacal. Una situazione complessa, dove le responsabilità sono molteplici ma, per quanto riguarda il declassamento della Stazione Centrale, c'è da chiarire che questo è già avvenuto e riguarda politiche interne a Rfi e Trenitalia.
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