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Lamezia Terme – Ancora in protesta i migranti a cui è stato negato lo status di rifugiato politico. Questa notte hanno dormito all’addiaccio davanti il commissariato di via Perugini circa una cinquantina di persone mentre questa mattina dovrebbero ritornare, ed aggiungersi, quelli che non hanno passato la notte fuori. I migranti hanno presentato ricorso in appello ma dovranno comunque aspettare i tempi della giustizia italiane e, quindi, per sapere se il loro ricorso sarà accettato, dovranno aspettare ottobre/novembre prossimi. C’è da dire, inoltre, che la richiesta di status di rifugiato è stata respinta perché, sostanzialmente, i migranti provengono da zone (il Mali ed il Bangladesh, in particolare) in cui forte è il disagio sociale ma non rientrano in quegli stati come la Siria in cui sono in corso guerre civili da rientrare nei parametri per l’ottenimento dello status.

I migranti non ci stanno e continuano la protesta comportando disagi alla circolazione e vivendo adesso anche in precarie condizioni igieniche. Attualmente, dopo la nottata passata all’aperto, non si parla ancora di sgombero e si sta aspettando che i migranti possano spontaneamente allontanarsi dalla zona riuscendo a capire che, in Italia, anche protestando, non si possono forzare i tempi della burocrazia e giustizia dello Stato che li sta ospitando.

Nel frattempo diversi cittadini di Lamezia hanno espresso la loro solidarietà nei confronti dei migranti portando loro del cibo, tra questi anche un imprenditore lametino.

_NUMEROSE-BUSTE-REGALATE-1.jpgAlcuni viveri portati dai cittadini

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Immigrati-volontari-the-polizia2.jpgAlcuni volontari distribuiscono thè caldo

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REAZIONI

Mtl, chiediamo lo sgombero di via Perugini

“Ormai da due giorni Lamezia è divenuta “ostaggio” di un gruppo di clandestini, cosa differente dagli immigrati regolari, che bloccando alcune arterie della Piana stanno creando disagi crescenti ai lametini. La protesta, come noto, nasce dalla volontà dei manifestanti abusivi di richiedere l’asilo politico, che è già stato rifiutato. E’ bene ricordare che dei 200.000 clandestini sbarcati sulla Penisola grazie a Mare Nostrum solo a 500 è stato riconosciuto asilo politico. E’ evidente che questa condizione è frutto delle sciagurate politiche sociali adottate dal governo centrale a guida PD e dall’attuale Amministrazione comunale di centro sinistra a trazione SEL-PD,  che non si è mai opposta al dislocamento dei clandestini sul nostro territorio e che si è sempre dimostrata particolarmente abile nel creare sempre nuovi problemi ai cittadini, moltiplicando i finanziamenti alle solite “cooperative rosse”, non curandosi di alzare le tasse al massimo IMU-IRPEF-TARSU-TARI-TARI, stritolando nei fatti aziende e cittadini. Non possiamo trascurare l’aggravante dei buoni da mille euro offerti ai clandestini, per usufruire anche della piscina comunale.  Ancora una volta, quindi, le dolorose difficoltà presenti sul territorio passano celermente nelle retrovie per volontà dell’attuale governo locale, di talune associazioni salottiere e di alcune cooperative abili a costruire vicende da libro “Cuore”. Questa condizione è già di per se una un dramma sociale economico e sanitario ed è bene ricordare che ogni  clandestino costa alla collettività oltre mille euro al mese, mentre nella nostra città insistono oltre 20000 disoccupati italiani. In ogni modo, un paese che si considera civile non può certo permettere l’occupazione permanente di una trafficata via di comunicazione nel centro di Lamezia. Quindi, è davvero indispensabile l’intervento delle forze dell’ordine per ripristinare l’ordine sovvertito, nel cuore della città, dalla protesta continua dei clandestini. Ai lametini, promettiamo sin da ora un completo ribaltamento di queste dissennate politiche sociali a totale vantaggio di rom e clandestini. Ricordiamo i 65.000 euro, l’equivalente di 65.000 “schiaffi” ai lametini, che l’attuale Amministrazione guidata dal duo PD-SEL, tramite il progetto “due soli”, ha rivolto ai clandestini tramite le “cooperative rosse” lasciando ai cittadini tasse e disoccupazione, mentre i clandestini hanno ricevuto sostegno economico e sociale”.  

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