
Lamezia Terme, 26 maggio - Nel maggio del 1940 si diede inizio alla costruzione del Campo. La sua funzione era reclutare e internare ebrei e stranieri non graditi dal governo fascista. Il campo era quello di Ferramonti. Fu il primo Campo di internamento ad essere liberato dagli inglesi nel 1943. Fu l'ultimo ad essere chiuso, perché molti ex-internati vi rimasero per altri due anni. E’ una storia che bisogna conoscere. Ha fatto centro il Rotary Club con questo interessante tema con la presenza di Carlo Spartaco Capogreco, presidente della Fondazione “Ferramonti”. Nella suggestiva sala della Biblioteca Comunale di palazzo Nicotera si è parlato di un capitolo importante della storia scelto da Salvatore Zaccaro, avvocato e presidente Rotary. E si sono conosciuti passaggi interessanti con il contributo dei suoi relatori Raffaele Gaetano, giornalista e docente, e Lucia Maria Mercuri, professoressa. “Memoria 70 e 25”. E’ il titolo. Due numeri. Due significati, perché, 70 sono gli anni trascorsi dalla liberazione del Campo Ferramonti, a Tarsia. E sono anche quelli dell’inizio della Resistenza. E 25 quelli dell’attività della fondazione Ferramonti nata dal libro nel 1987 “Ferramonti la vita gli uomini del più grande campo di internamento fascista”. Scritto dal suo Presidente. "E saranno questi due numeri il centro dei dibattiti che saranno portati in giro per l’Italia e per il mondo" ha detto Capogreco. “All’inizio è stata fatta un’opera di salvataggio più che che di conoscenza del luogo e del fatt storico. Adesso la situazione è diametralmente opposta e critica. Si conosce il posto. Si conosce il fatto. E’ un episodio non facile" ha ripetuto Capogreco. L’Istituzione, infatti ha scoperto, riscoperto, studiato questo campo. Ma non solo. La Fondazione Ferramonti si occupa anche del rapporto memoria, democrazia. Infatti “Per l’amicizia tra i popoli” è il sottotitolo della Fondazione. Nata nel 1988, con molti obiettivi. Recuperare e conservare la memoria storica del campo di Ferramonti. Promuovere la ricerca sull’internamento civile e la persecuzione politico-razziale in età fascista, favorire la conoscenza tra i popoli e l’affermazione di una società libera dal razzismo e dal pregiudizio. La sua lunga esperienza è riconosciuta per la salvaguardia dei “luoghi di memoria” e per i siti di internamento. Non bisogna non sapere o dimenticare.
Maria Arcieri
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