
Lamezia Terme – “Il potere che viene gestito male, da qui la sua corruzione” è stato il tema del convegno: ‘Potere e corruzione’ organizzato dal Circolo di riunione con il CISS di Lamezia Terme che si propone di promuovere la dottrina cristiana sociale. Il convegno è stato introdotto da Felice Iannazzo (presidente della sezione lametina del C.I.S.S.), che elencandone dettagliatamente i curriculum ha introdotto gli ospiti: il giornalista Gianfranco Manfredi moderatore dell’incontro e il relatore magistrato e saggista Gaspare Sturzo pronipote di don Sturzo e presidente del C.I.S.S (il centro internazionale studi su don Sturzo).
Gaspare Sturzo: fa le sue riflessioni inerenti il tema dell’incontro, “noi siamo abituati al potere giudiziario, legislativo ed esecutivo, ma in Italia abbiamo conosciuto tanti tipi di potere, quello della chiesa, dei sindacati, quello dell’economia e delle banche. Esistono però - ha proseguito il magistrato - anche altre forme di potere, questa volta però negativi si tratta dei poteri delle mafie, come l’ndrangheta con gli appalti pubblici sull’edilizia, il riciclaggio… Poi, c’è ne è un altro di potere forte, molto forte, che tesse le trame della nostra vita, è quello delle lobby”- I gruppi di persone che non appartengono a un corpo legislativo e spesso non hanno incarichi governativi, ma si propongono di esercitare la loro influenza su chi prende decisioni politiche a proprio favore o di loro clienti o ‘amici’-. “Queste (massonerie varie o opus dei) - ha spiegato - muovono a loro piacimento l’interesse e le sorti di tutti ma se ne parla poco o niente è qui che sta la corruzione del potere, dalla sua cattiva gestione che ‘si concretizza’ nella corruzione (esempio la vicenda di mani pulite del 1992)”. “Nell’1981 Berlinguer sostenne, in una intervista, la questione sociale del paese e lo stesso Sturzo dopo esser tornato dagli Stati Uniti capì che il problema dell’Italia consisteva nel clientelismo, tutto può essere sospeso o rimandato - ha continuato con rammarico il magistrato – ma solo per creare tanti enti inutili. Pertanto - ha proseguito - devono essere gli stessi cittadini a controllare che tutto vada per il verso giusto, questo non sempre è stato fatto pensando fosse compito di qualcun altro”.

A moderare la serata il giornalista Gianfranco Manfredi che ha spiegato quanto la corruzione sia materia odierna e che anche nel passato non sono certo mancati episodi corruttivi. “La corruzione è sì materia di oggi come confermano gli ultimi fatti: affittopoli, scandalo Anas, inchiesta sulle tangenti dell’Expo, vicenda rimborsopoli, ma - ha concluso Manfredi - ne è intessuta l’intera storiografia italiana, da Verre in Sicilia, agli antichi romani, «Pecunia non olet» affermavano con Vespasiano fino Napoleone il quale diceva, «i ministri possono anche rubare purché amministrino bene»” L’attore Mario Maruca nel suo breve intervento recitato ha letto un brano, un episodio tratto dal dramma di don Sturzo ‘La mafia’, dove la cattiva amministrazione si intreccia con la vita pubblica, interpretando egli stesso i diversi personaggi: la vittima il carnefice - opportunista, e l’avvocato. Il sindaco Paolo Mascaro, intervenuto alla fine del dibattito, ha portato i suoi saluti insieme alla consorte Luigia Spinelli.
Francesco Ielà

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