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Lamezia Terme, 25 aprile - Il Presidente dell’ASICAT Luigi Muraca, insieme al Vicepresidente Pierluigi Tenuta si sono recati presso il depuratore per visitare i lavoratori della DECA, in agitazione da qualche giorno per il mancato pagamento delle ultime due mensilità.

Il Presidente Muraca ha manifestato la propria amarezza per la difficile condizione in cui versano le famiglie dei dipendenti della DECA, grazie all’opera dei quali l’impianto di depurazione negli ultimi anni ha funzionato perfettamente, divenendo un modello tecnologico visitato da tante scuole calabresi.

Sarebbe un peccato se uno dei servizi essenziali per i cittadini, probabilmente il più valido,  quale è la depurazione, si inceppasse e non potesse più garantire una stabile efficienza - ha sostenuto Muraca – ricordando che il Consorzio Industriale si è speso strenuamente in un intervento di mediazione tra le parti, al fine di consentire il funzionamento dell’impianto.

Anche il Prefetto Reppucci, in una lettera del Febbraio scorso ci ha invitato a “ ricercare un necessario punto di equilibrio tra le diverse esigenze al fine di costruire un sistema virtuoso, con regolarità di pagamenti a fronte di prestazioni fornite “

Sul punto- evidenzia ancora Muraca – è certamente vero che la DECA ha assunto un rischio d’impresa attraverso la gestione del depuratore ma è altrettanto irrefutabile che il servizio della depurazione, come ogni altro servizio, deve essere pagato e quindi, pur vivendo una fase delicata sotto il profilo finanziario, i Comuni che conferiscono nell’impianto, nell’imminenza della stagione estiva, non possono trascurare di incassare dai cittadini i canoni e versarli, se non con puntualità, almeno con continuità e non occasionalmente.

Anche perché, ovviamente, l’ASICAT riconosce come prioritario il pagamento degli stipendi dei lavoratori della DECA ma è altrettanto vero che anche il Consorzio dovrebbe, in forza di un contratto, incassare la “royalty” , relativa alla concessione e che purtroppo non incassa in ragione dei mancati introiti della società concessionaria. Giova solo aggiungere che, non potendo contare su ricavi previsti, anche l’ASICAT potrebbe avere difficoltà con i propri dipendenti. 

 

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