
Lamezia Terme - “Un’esperienza senz’altro stimolante, che mi ha aperta ad un mondo che non conoscevo in un periodo intenso per l’aeroporto di Lamezia”. Il bilancio come dirigente Polaria all’interno dello scalo internazionale per Erica La Vecchia è positivo. Dopo un anno e dieci mesi di gestione della polizia di frontiera, saluta i giornalisti prima di prendere servizio come dirigente della polizia giudiziaria della Procura distrettuale di Catanzaro. Quando si insediò nell’aeroporto nevralgico per tutta la Calabria, lo scorso gennaio 2017, si stava lanciando in una nuova sfida, avendo sempre avuto nel suo dna la Questura e i ruoli interni della Polizia di Stato. Dopo tredici anni alla squadra Mobile di Catanzaro ed esperienza nella Digos e come Ufficio di Gabinetto, La Vecchia aveva anche prestato servizio per tre anni alla Dda di Catanzaro. “Ritornare alle origini mi spaventa e mi attira allo stesso tempo - ammette - perché bisogna dimostrare di essere di nuovo all’altezza della situazione ma con un ruolo diverso. In questi anni d’esperienza ho capito quanto sia importante, prima di tutto, la gestione del personale. Qui avevo 50 uomini e so per certo che senza il lavoro di squadra non si raggiungono i risultati sperati e non si va da nessuna parte”.
La Vecchia ripercorre l’intenso periodo d’attività prestato in aeroporto proprio nei periodi più “caldi”, dall’operazione ‘Eumenidi’ sino al cambio dei vertici Sacal con l’assorbimento degli scali di Reggio e Crotone. “Occuparmi dell’attività di frontiera è stato fondamentale proprio perché - evidenzia - in questo momento storico c’è molta attenzione anche a livello politico sui flussi di arrivi e partenze. È stata una vera e propria full immersion, che ha riguardato anche, proprio poco dopo il mio insediamento, il lavoro svolto insieme alla Guardia di Finanza per l’operazione Eumenidi che è andata a scardinare i precedenti Cda e vertici della Sacal, ma abbiamo dovuto affrontare, inoltre, l’acquisizione degli altri due scali e le proteste che si sono tenute qui in aeroporto quando il futuro su Crotone era incerto”.
Un periodo segnato anche da un forte incremento di flussi dovuto a nuove rotte e nuovi voli che ha comportato inevitabilmente la nascita di più attività. “Abbiamo dovuto attivare nuove forme di controllo che prima non c’erano e abbiamo anche avuto il periodo del G7 e il ripristino dei controlli di frontiera. Avendo una gestione più manageriale - racconta ancora - ho cercato di dare una nuova impronta, istituendo anche un ufficio specializzato per le pratiche amministrative sui rimpatri”. La Vecchia rimarca il rapporto di sinergia venutosi a creare con gli altri enti che insistono sull’aeroporto, ossia la Sacal e l’Enac, grazie a diversi tavoli costruttivi. “Si è creata una bella empatia e siamo riusciti anche ad implementare il sistema di videosorveglianza nello scalo”. Oltre un anno di lavoro intenso in cui la Polaria si è così dovuta anche interfacciare con la nuova dirigenza guidata da Arturo De Felice. “Il lavoro è stato no stop, avendo vissuto delle modifiche strutturali all’interno dell’aeroporto, e poi perché Lamezia, dal punto di vista logistico, non è ideale per raccogliere una così grande quantità di passeggeri” aggiunge agganciandosi alla nuova aerostazione che potrebbero ovviare a queste problematiche. Infine, un saluto e un ringraziamento al Questore di Catanzaro Di Ruocco e al Prefetto Ferrandino: “Devo constatare la grande attenzione delle autorità provinciali di pubblica sicurezza sull’aeroporto e a 360°, loro sono state un grande supporto e grazie alla sinergia con tutta la squadra non mi sono mai sentita sola”.
A.R.
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