
Lamezia Terme – Quando un albero di proprietà pubblica, per cause delle più svariate, viene abbattuto, si procede alla sua sostituzione con uno più idoneo proprio per tutelare lo stato dei luoghi e del paesaggio. A Lamezia, invece, capita spesso di dover assistere a tagli “lineari” fuori dalla stagione di usuale potatura oppure a veri e propri abbattimenti di alberi d’alto fusto. Così, in città, sono davvero pochi gli alberi alti e rigogliosi tipici di tante altre cittadine. Anzi, alcuni di questi estremamente rigogliosi che si trovano lungo i viali alberati tra via Scarpino e via Perugini potrebbero subire prossimamente la stessa sorte anche se si tratta di alberi tradizionalmente usati proprio lungo le vie di comunicazione (viali, appunto) delle grandi città d’Italia. Ma anche qui, complice qualche lamentela da parte di corridori sui viali, gli alberi in questione potrebbero subire la beffa del “non adatto” e, quindi, abbattuti. Storie di normale abbattimento di alberi, si direbbe. Come quella che ha visto protagonisti gli alberi d’Albizia che, fino ad un anno fa, crescevano e adornavano i bordi dell’ampia via Nenni. Alberi che producevano una mielata dovuta ad un parassita, la “Psilla dell’Albizia” che spingeva le piante a produrre una resina che imbrattava e rendeva impraticabili i marciapiedi. Da qui la protesta dei residenti al Comune. Dall’Amministrazione, all’epoca, ci spiegarono tramite l’assessore Piccioni che “già nel 2011 alcuni cittadini residenti in via Nenni avevano segnalato, protestando vivacemente, che gli alberi posti lungo la strada nel periodo da maggio a inverno inoltrato producevano una resina che di fatto rendeva impraticabili i marciapiedi danneggiando anche vestiti e scarpe dei passanti, nonché le auto parcheggiate”.

L’assessore aveva aggiunto che per salvare i 198 alberi di questo si era valutata “la possibilità di procedere a trattamenti antiparassitari. Un’eventualità che è stata successivamente scartata a causa della tossicità dei prodotti disponibili sul mercato, sia chimici biologici, e per la vicinanza delle abitazioni agli alberi malati”. Proprio per questi motivi, all’epoca l’assessore Piccioni ci spiegò che “per gli uffici comunali la soluzione risolutiva è apparsa quella dell'immediato taglio delle piante (già particolarmente oneroso), riservandosi in un secondo momento la sostituzione delle piante abbattute con altre specie che non abbiano suscettibilità accentuata verso questi parassiti e che rispondano più adeguatamente alle esigenze del decoro urbano”. Ecco. A distanza di un anno però, ci è stato segnalato che poco o nulla è cambiato dopo l’abbattimento di tali alberi che, comunque, non è avvenuta in tutta la zona e non ha interessato, ad esempio, la vicina via Berlinguer o via della Vittoria. Nessuna opera di piantumazione di altre specie autoctone o non invasive. Dove prima crescevano alberi, ora a crescere sono solo delle erbacce o, al massimo, dei polloni alle radici degli alberi abbattuti. Un messaggio, quest’ultimo, della natura che si dice ancora viva, nonostante i tagli dell’uomo. Erbacce e polloni, quindi, crescono rigogliosi non rendendo certo puliti e decorosi i marciapiedi in via Nenni. E dire che in consiglio comunale è stata presentata una proposta di piantare un albero per ogni nuovo nato. Una delibera, quest’ultima, presente da decenni in altre città, anche calabresi. Città in cui esiste una cultura del verde e dove non si ricorre facilmente alle motoseghe. Tanto più che dal 16 febbraio 2013 esiste la legge 10/2013, ovvero quella sulle “norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani” a cui tutte le Amministrazioni devono fare riferimento per salvaguardare e mantenere gli alberi di proprietà comunale. All'interno di tale legge si evidenzia anche l'obbligo, tra l'altro già oggetto di legge dal 1992, per le Amministrazioni comunali di piantare un albero non solo per ogni nuovo nato ma anche per ogni bimbo adottato. Inoltre, tale legge, restringe a sei mesi, non più un anno, il limite di tempo che debba trascorrere dalla nascita del bambino all'atto di piantumazione del nuovo arbusto nell'ambito del perimetro comunale.
Nella foto in alto e in quella in basso, le immagini relative al taglio delle Albizie un anno fa

REAZIONI
Cristiano (La Destra): Ripristinare viale alberato via Nenni
"In via Pietro Nenni e parte di via Gronchi, fino a poco tempo fa esisteva un bellissimo viale alberato, sui marciapiedi ambo i lati". Esordisce così il consigliere Massimo Cristiano che aggiunge come "oggi purtroppo rimane soltanto la predisposizione per una eventuale piantatura". Il consigliere non sa spiegarsi i motivi per cui gli alberi sono rimossi e che abbiamo spiegato nell'articolo qui sopra ma aggunge che presto a sua firma in consiglio comunale sarà affrontata tale questione chiedendo anche di "porvi rimedio con una nuova piantatura di alberi: la tutela e la salvaguardia del verde pubblico sono alla base di ogni azione amministrativa".
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