
Lamezia Terme – È venuto a mancare Federico Arcuri, giornalista ed editore lametino. Arcuri, 65 anni, era ricoverato al Policlinico di Germaneto dopo aver subito un intervento chirurgico. La sua scomparsa è avvenuta nella tarda serata di sabato. Era direttore ed editore del periodico Reportage, passato anche alla edizione online, che era stato fondato da suo fratello Rosario nel 1962. Lascia la moglie Annamaria Persico, con la quale aveva fondato la casa editrice InCalabria Edizioni, e due figlie. Alla famiglia di Federico Arcuri giungano il cordoglio e le condoglianze da parte dell’Editore e della redazione de Il Lametino. I funerali si terranno lunedi 17 settembre alle 17 nella chiesa di Santa Maria Maggiore.
Reazioni
Italia Nostra: "Arcuri distintosi per coerenza e coraggio delle proprie idee"
"A nome della Sezione lametina di Italia Nostra Lamezia Terme esprimo il più profondo dolore per l'immatura scomparsa dell'amico giornalista ed editore Federico Arcuri. Distintosi per la coerenza ed il coraggio delle proprie idee". E' quanto dichiara Giuseppe Gigliotti, presidente di Italia Nostra Lamezia Terme.
Associazione Graziella Riga: “Da Arcuri contributo significativo alla vita culturale della città"
Il circolo politico-culturale “Graziella Riga” esprime cordoglio per la scomparsa di Federico Arcuri. "Giornalista, editore, una professionista che ha dato un contributo significativo alla vita culturale della nostra città e della nostra regione, dimostrando concretamente come la promozione culturale sia uno strumento imprescindibile per il riscatto civile, sociale ed economico del nostro territorio. Nella sua attività giornalistica ed editoriale, come nelle innumerevoli iniziative promosse negli anni, si è speso per far conoscere la nostra regione, la sua storia, valorizzandone le ricchezze e denunciandone le innegabili criticità, in particolare portando avanti con innovazione il progetto editoriale avviato dal compianto fratello Rosario. Federico Arcuri amava davvero questa nostra terra di Calabria e, dai libri al giornale, desiderava che fosse conosciuta e amata di più, a cominciare da noi calabresi. Alla famiglia, in particolare alla moglie Annamaria e ai figli, la nostra vicinanza e gratitudine per il loro impegno civile e culturale per la nostra comunità".
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