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Lamezia Terme – È venuto a mancare Romano De Grazia, magistrato lametino a riposo, già presidente onorario aggiunto presso la Corte di Cassazione, Fondatore del Centro Studi Nazionale "G. Lazzati" e autore della Legge omonima contro il voto di scambio. 82enne combattivo, elaborò la Legge Lazzati nei primi anni novanta e da allora si spese affinché venisse approvata, come poi fu, anche se, come ribadiva spesso il magistrato, il testo sarebbe stato “mutilato”. Recentemente aveva presentato il suo libro “Lamezia Terme, per riprendere il cammino … una storia iniziata a scrivere nel 1964” e aveva ricevuto anche il Premio Federico II dei Lions al Teatro Grandinetti. Anche in quella occasione, una delle sue ultime uscite pubbliche, aveva rimarcato vigorosamente l'importanza della sua legge contro il voto di scambio e anche per scongiurare gli scioglimenti degli Enti. Alla famiglia del giudice Romano De Grazia giungano il cordoglio e le condoglianze da parte dell’Editore e della redazione de Il Lametino.

I funerali saranno celebrati mercoledì 3 ottobre alle 16 nella Chiesa della Pietà. 

REAZIONI

Centro Studi Lazzati: "Ci lascia un giovane idealista di 83 anni"

"Che dire di Romano De Grazia, dal giovane pensiero e dalle fiere battaglie condotte in tutta Italia, in sedi prestigiose, ma anche in umili sale di paesi, ovunque fosse necessario diffondere lo spirito della Legge Lazzati da lui elaborata, come amava dire, “in punta di diritto”, anche se “opportunamente, purtroppo, mutilata nel suo punto più essenziale”, come amava precisare". E' quanto dichiara Caterina Destito del Centro studi Lazzati che prosegue: "Perché fosse approvata la modifica che avrebbe dovuto riportare tale Legge alla sua prima origine, condusse anche con me al seguito e con molti altri affiliati innumerevoli lotte fino alla fine, nonostante le precarie condizioni di salute. A noi del Centro Studi Lazzati passa oggi il testimone e personalmente me ne assumo l'incarico, come da lui raccomandatomi nell'ultima visita che ci ha visti coinvolti in venturi progetti. Ricordo il suo ultimo intervento presso il Liceo Scientifico “Galileo Galilei” di Lamezia Terme dove era stato invitato da me in qualità di “referente alla legalità”, e anche l'entusiasmo che ha saputo trasmettere ai giovani discenti. Con fiero affetto e stima posso dire che a lasciarci oggi, ma solo materialmente, è un giovane idealista di appena 83 anni". 

Doris Lo Moro: "Meritava sicuramente di più dalla politica mentre ha avuto i giusti riconoscimenti come Magistrato"

"Mi è stato molto vicino in un periodo difficile della mia vita, in cui avere un amico è stato molto importante. Sì, perché il giudice De Grazia, come io lo chiamavo allora, non si tirava mai indietro davanti ai problemi e quando era amico lo era fino in fondo".Ad affermarlo è Doris Lo Moro che commenta così la scomparsa del giudice lametino. "L’ho seguito nella sua battaglia per l’approvazione della Legge Lazzati, della cui idea è stato giustamente orgoglioso. L’ho seguito con discrezione, - continua - facendo mia la battaglia in Parlamento per poi lasciarlo unico protagonista di una vittoria che non l’ha lasciato soddisfatto per le modifiche che sono state apportate alla sua proposta alla Camera dei deputati. Le avevamo accettate insieme per concludere l’iter di approvazione della legge che è stato comunque un passo in avanti importante. La candidatura di entrambi alla guida della nostra città - prosegue - aveva lasciato un segno nei nostri rapporti che abbiamo annullato soprattutto in occasioni significative come il funerale di Rosangela, sua figlia". "Meritava sicuramente di più dalla politica mentre ha avuto i giusti riconoscimenti come Magistrato, - aggiunge la Lo Moro - come padre adorato dai suoi bravissimi ragazzi e come marito di una donna solo apparentemente fragile che gli è stata sempre vicina con affetto e piena condivisione delle sue scelte. Lamezia dovrà riflettere sul suo messaggio e sul valore della sua testimonianza. Oggi è il giorno del dolore per un distacco che non concede nuovi appuntamenti e nuove discussioni. La certezza che ho è che Romano De Grazia, sempre appassionato e attento com’era, sapeva chi gli voleva veramente bene. Io ero tra questi".

D’Ippolito: “Giovani e legalità erano i fari della sua vita per i quali non ha mai rinunciato a combattere”

“Esprimo il mio appassionato e sincero cordoglio per la scomparsa del Presidente di Cassazione Romano De Grazia. Uomo dal pensiero lucido e, specialmente, appassionato, che portava avanti le sue idee con profonda convinzione non deflettendo di fronte a niente e a nessuno”. Ad affermarlo è l’onorevole D’Ippolito che aggiunge: “Lo conoscevo da non so più quanti anni e serbo dentro di me il ricordo delle lunghe e appassionate discussioni politiche, sul divano di casa sua, nelle quali, pur talvolta nella divergenza di posizioni, difendeva sempre con veemenza il suo pensiero e le sue opinioni. Ne ricordo - prosegue - il passato di cronista, di magistrato, di uomo politico, di fronte al quale tutti dovrebbero chinare il capo. I giovani e la legalità erano i fari della sua vita per i quali non ha mai rinunciato a combattere, nonostante la vita gli abbia riservato drammi che lo hanno segnato profondamente e perennemente: la prematura scomparsa dell’adorata figlia Rosangela e, poco dopo, dello stesso figlio di Rosangela. Il mio affettuoso abbraccio va alla moglie Maria Teresa, al figlio Nicola, con il quale ho diviso i banchi del liceo, nonché alle figlie Lorella, Deborah, Stefania e ai fratelli Mario e Alfredo”.

Wanda Ferro: "De Grazia simbolo della Calabria onesta"

“Il giudice Romano De Grazia è stato un combattente per la legalità, il coraggio e la passione che ha dedicato a contrastare i rapporti tra mafia e politica fanno di lui un simbolo autentico della Calabria onesta e positiva. La sua scomparsa ci addolora, ma le sue battaglie restano vive e impegnano la politica e le istituzioni a tenere alta la guardia sui tentativi di piegare la gestione della cosa pubblica agli interessi della criminalità organizzata”. E’ quanto afferma il deputato di Fratelli d’Italia on. Wanda Ferro, apprendendo la notizia della scomparsa del fondatore del centro studi “Lazzati” e padre della legge che vieta la propaganda elettorale ai sorvegliati speciali e che punisce i candidati che accettano il sostegno delle cosche mafiose. “Il giudice De Grazia - continua Wanda Ferro - aveva ben compreso il forte e pervasivo l’interesse delle organizzazioni criminali ad infiltrarsi direttamente nella gestione delle pubbliche amministrazioni, e quanto fosse ormai diffusa la sudditanza di certi candidati nei confronti dei capibastone capaci di assicurare consenso elettorale. Per questo aveva elaborato una proposta che prevede efficaci forme di contrasto alle infiltrazioni criminali e che è diventata legge dello Stato dopo anni di battaglie che hanno coinvolto e reso protagonista la società civile. E’ stato forse questo il più grande merito del giudice De Grazia: sollecitare un risveglio delle coscienze in una Calabria che ha compreso che la battaglia per la legalità e la giustizia non può essere delegata soltanto alla magistratura e alle forze dell’ordine, ma necessita di una assunzione di responsabilità da parte di ogni cittadino, del coraggio e dell’onestà nelle piccole e grandi scelte di ogni giorno. E’ questo il modello di Calabria che vogliamo affermare”.

Furgiuele: "Voglio ricordarlo come un faro di legalità"

"Esprimo il mio più profondo cordoglio per la scomparsa del giudice Romano De Grazia. Lontano da qualsivoglia retorica di circostanza, - scrive in una nota il deputato della Lega Domenico Furgiuele - voglio ricordarlo come un faro di legalità che, come tale, di certo non si spegnerà con la fine della sua vicenda terrena, ma continuerà a illuminare la sua città e, ne sono convinto, il percorso formativo dei giovani, me compreso". "Già, - commenta - quei giovani ai quali era legatissimo nella convinzione che essi, più dei grandi, avrebbero valorizzato le battaglie per l'affermazione della legalità attraverso un agire virtuoso, concreto, quotidiano e non convegnistico o peggio da esibire solo nelle parate mediatiche". "Ci lascia un'eredità grandissima,- sottolinea - assolutamente viva, fatta di tutti quegli enormi sacrifici compiuti per affermare la giustezza della legge Lazzati, ma anche delle sue prese di posizione forti, che hanno squarciato più di un velo di ipocrisia che avvolgeva (e avvolge) l'antimafia delle passerelle e del marketing. La sua lezione, la sua scorticante scomodità che permea i suoi scritti e la schiettezza delle risposte che dava alle domande dei giornalisti, possano essere utilizzate da tutti i protagonisti della politica lametina, intenzionati a cambiarla davvero la nostra comunità, come potente cura etica per la vita pubblica. Ce n'è un disperato bisogno nel buio di Lamezia".

Pd Lamezia: "Il suo esempio rimarrà per sempre vivo"

Il PD di Lamezia Terme esprime "il proprio cordoglio per la scomparsa del giudice Romano De Grazia, uomo che ha rappresentato per molti giovani lametini e non solo un punto di riferimento nella lotta per la legalità, invitandoli ad avere sempre la schiena dritta contro quei prepotenti che rappresentano il “cancro” della nostra terra. A lui va anche il grande merito di essere stato promotore e padre della “Legge Lazzati”, che vieta le propagande elettorali ai sorvegliati speciali nonché sanzioni esemplari verso quei candidati che accettano il sostegno delle famiglie mafiose. Il suo carattere passionale e il suo grande amore per la nostra terra gli hanno dato la forza anche nei momenti più difficili della sua vita. Il suo esempio rimarrà sempre vivo e sarà portato avanti dai tanti lametini e calabresi onesti che nel loro agire quotidiano continueranno ad avere coraggio e a non arrendersi mai". 

Giancarlo Nicotera: "Amato da tutte le generazioni"

L'ex consigliere comunale e membro del movimento Patto Sociale, Giancarlo Nicotera, ricorda così il magistrato Romano De Grazia: "Tante generazioni in tutta Italia hanno imparato a conoscerlo e ad amarlo.  Come a San Luca, dove tantissimi anni fa sfidando senza timore la mafia insegnò ai giovani, con l'esempio vero e concreto, ad avere coraggio e schiena dritta contro i prepotenti che avvelenavano ed avvelenano la nostra terra. A maggio due laureandi in Giurisprudenza gli consegnarono un riconoscimento; ora questo gesto sembra quasi un passaggio di testimone alle future generazioni di giuristi, affinché - come ha sempre fatto lui - essi possano sempre schierarsi a difesa del Diritto e dei Diritti. Qui, intanto, lo incontreremo su quella strada che questa Città sono sicuro da subito saprà dedicargli".

Occhiuto (FI): "De Grazia emblema della Calabria migliore"

“La scomparsa del giudice Romano De Grazia mi addolora profondamente. Combattivo e instancabile nella sua lotta per la legalità, tanto da far approvare la legge contro il voto di scambio, De Grazia è l’emblema della Calabria migliore, quella onesta che non si arrende di fronte al malaffare”. Lo afferma il vicepresidente vicario del gruppo Camera Forza Italia, Roberto Occhiuto, apprendendo la notizia della scomparsa del magistrato che ha portato avanti con forza in tutta Italia la battaglia sulla proposta di legge Lazzati che vieta la propaganda elettorale ai sorvegliati speciali e che punisce anche i candidati che accettano il sostegno della mafia. “Un uomo che si è impegnato anima e corpo nelle sue battaglie e il cui esempio deve rimanere sempre vivo. Non bisogna dimenticare il suo interesse per i giovani a cui insegnava ad avere coraggio e a non arrendersi mai. Sfidando la mafia, ha avuto il grande merito di scuotere le coscienze in una terra difficile e problematica in cui ancora molto c’è da fare”.

Tassone: “Saldo riferimento per sua umanità e integrità morale, mancherà alla Calabria tutta”

“Ero legato a Lui da una amicizia profonda, consolidata nel corso di quasi 50 anni. È stato per me un saldo riferimento per Sua umanità, la Sua generosità, la Sua integrità morale. L'entusiasmo, la voglia di fare, di operare nella Sua regione non l'hanno mai abbandonato. Le Sue battaglie per la legalità sono un patrimonio per tutta la Calabria. Le Sue lotte alla criminalità organizzate portate avanti con coraggio per sottrarre la Sua terra dalla morsa di una tenaglia che tenta di soffocarla, sono pagine di vita vissuta con passione”. Ad affermarlo è l’onorevole Tassone, commentando la notizia della scomparsa del giudice romano De Grazia. “La Sua creatura, il Centro Studi “Lazzati”, rimane uno strumento forte di sensibilizzazione, di coinvolgimento di energie per contribuire allo sviluppo nella pace, nella libertà e nella dignità! Ebbi l'onore di essere il presentatore della prima proposta di legge Lazzati, poi divenuta legge, la SUA legge. Ricordo le resistenze, gli ostacoli frapposti. La legge “Lazzati” vieta ai mafiosi, sottoposti alla misura della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, di svolgere attività di propaganda elettorale: una chiara scelta contro compromissioni, connivenze e inquinamenti delle istituzioni. Romano mancherà alla Sua Lamezia. Ma mancherà alla Calabria tutta. Romano De Grazia un idealista che ha cercato fino all’ultimo di sottrarre la nostra terra dall'aridità, dalla rassegnazione e dalla resa!”.

Puccio (Pd): "Un vuoto che non sarà colmato"

"La morte di Romano De Grazia lascia, in ognuno di noi, un vuoto che non sarà colmato" afferma Giovanni Puccio del Pd che prosegue: "Il ricordo ci consentirà di far vivere ancora le sue idee e il suo protagonismo in difesa della legalità, della trasparenza e della democrazia. Esse rimangono come pietre miliari nella storia della comunità lametina e nelle battaglie che condusse anche a livello nazionale per prosciugare la palude delle ambiguità nella lotta per il primato della democrazia. La proposta del suo centro Studi “Lazzati” rimane a testimonianza di una tensione morale e democratica per sconfiggere gli inquinamenti mafiosi nello svolgimento della vita delle istituzioni democratiche. Battaglia ancora attuale come si evince anche dal terzo scioglimento del Consiglio Comunale di Lamezia Terme. Il Partito Democratico partecipa al lutto della famiglia, dei fratelli Mario e Alfredo, protagonisti e dirigenti della battaglia democratica della Città e della Calabria.  Per il PD di Lamezia e della Calabria è un lutto che non piange solo l’amico, il compagno di tante lotte, ma che impegna tutti i democratici a far vivere la sua testimonianza di partecipazione e di critica che rappresenta ancora uno stimolo per le battaglie di oggi e di domani". 

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