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Lamezia Terme – Parte all’insegna della comunione e della tradizione, la V edizione della Festa del Vino, che si è aperta ufficialmente con un incontro presso la sala consiliare di Sambiase, dove il sindaco Paolo Mascaro ha ricevuto una delegazione del Comune di Chiusi con in testa il primo cittadino del comune toscano, Juri Bettolini. Un gemellaggio tra i due comuni suggellato sia dalla comunanza per la tradizione vitivinicola che per “Ragazzi in gamba”, rassegna nata proprio nel comune chiusino e alla quale, da più di trent’anni, partecipano anche i ragazzi di Lamezia.

Dopo i saluti del presidente dell’associazione San Nicola, Pino Morabito, che si spende da anni per la riuscita della manifestazione, e i ringraziamenti al dottor Ettore Greco, che dirige il reparto di Oncologia dell’ospedale “Giovanni Paolo II” al quale verrà devoluto il ricavato di questa quinta edizione, a ringraziare il mondo dell’associazionismo ci ha pensato il primo cittadino lametino, Paolo Mascaro, che ha sottolineato quanto, spesso, questo sopperisca ai gap del Comune o dello Stato, incapaci, per problemi legati alla sfera economica, a soddisfare le esigenze degli utenti. “Eroici lametini”, li ha definiti il Sindaco, “che portano avanti tradizioni, beneficenza, forza e determinazione”. Salutando il sindaco di Chiusi, Mascaro si è detto orgoglioso di questo gemellaggio “culturale e di tradizioni”.

D’accordo con lui il primo cittadino toscano, Juri Bettolini, che si è detto entusiasta per questa conoscenza, che ha permesso a lui e alla delegazione che lo ha accompagnato in questo tour in terra calabra, di conoscere le bellezze del territorio, attraverso quella che ha definito “la cultura della conoscenza, del racconto, della tradizione. Perché – ha sottolineato – nella conoscenza reciproca sta il futuro”. Promotore del gemellaggio, insieme al presidente Morabito, il presidente nazionale della rassegna “Ragazzi in gamba”, Marco Fè, che ha definito quello tra i due comuni, “un ponte che ha gettato le basi 33 anni fa con Ragazzi in gamba e che si è suggellato e cementato, in questa circostanza, dal vino”. “Questo ponte – ha concluso – è una metafora di quello che potrebbe avvenire nella quotidianità e di cui Lamezia e Chiusi sono un esempio fondamentale”.

C.S.

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