
Lamezia Terme - "Le sfide evolutive che oggi l’uomo ha di fronte, sono tutte accompagnate da sottese insidie estremamente disumanizzanti. Tante sono le forme di schiavitù presentate come progresso, rispetto alle quali l’essere umano, evidenzia enormi fragilità. Gli elevati rischi individuali e collettivi, portano a ritenere necessaria un’adeguata informazione per contrastare i martellanti slogan e gli stili di vita che ci vengono continuamente proposti". È quanto affermano in una nota parlando di "un declino antropologico che anche quest’anno ha spinto il settore scuola del movimento Vivere In a proporre il percorso progettuale “Generazione salute più sai, meno rischi”, che inizierà questo mese di novembre, presso il PTP Rambaldi De Fazio, istituto lametino guidato dalla dirigente Simona Blandino".
Saranno coinvolti gli alunni/e della classe 2^AT, del settore tecnico economico, coadiuvati dalla professoressa Nellina Teotino, con l’obiettivo, fanno sapere: "di decostruire i falsi miti sociali e promuovere il valore e il rispetto della propria integrità psicofisica come dono da custodire. Le varie fasi progettuali si avvarranno della preziosa collaborazione della cooperativa Zarapoti, della Pastorale diocesana per la salute, del Centro Clinico Integrato Aletheia, dell’associazione il Dono, e Giardini del 900. La prevenzione tra i banchi, attraverso un’attenta azione di accompagnamento, rappresenta una efficace attività performativa che protegge il transito generazionale di tantissimi ragazzi/e i quali, rimanendo affascinati dall'illusione di maturità o di accettazione sociale offerta dal fumo e dall’alcol e senza strumenti adeguati, sono i primi a rischiare di soccombere in pericolose situazioni di “over board”. Una vulnerabilità all'uso e all'abuso di sostanze, come riportato dal settore scuola del movimento, che non può essere considerata un “semplice difetto di fabbrica” o una mancanza di forza di volontà, quanto un vero e proprio “hackeraggio” emotivo e commerciale che spersonalizza e si consuma sulla pelle di giovani vite, sfruttando il loro bisogno di appartenenza e di senso, per renderli precoci consumatori. Strategie di marketing aggressive e pressioni del gruppo dei pari, sono i due fattori che ne normalizzano il consumo. Bisogna dunque, attraverso approcci multiformi, decodificare questi codici, fornendo ai ragazzi le “chiavi d'accesso” per disinnescare la dipendenza prima che diventi uno stile di vita, insegnando loro a soddisfare la propria sete di relazioni, di avventura e di felicità attraverso vie autentiche e a sviluppare una profonda gratitudine e responsabilità verso la propria persona".
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