
Lamezia Terme – Numerosi gli infermieri che hanno partecipato alla giornata di formazione “Infermieri e libera professione: quale futuro” organizzata dal coordinamento regionale dell'Ipasvi. Ospiti d'eccezione, i vertici nazionali dell'Enpapi, la cassa previdenziale degli infermieri liberi professionisti, che hanno spiegato tutti gli aspetti e i vantaggi dello svolgere la libera professione per gli infermieri. “In un momento –si legge in una nota - in cui i concorsi pubblici banditi sono sempre più rari, e in un contesto di una popolazione sempre più anziana, e di cure a domicilio sempre più richieste”. “Una giornata di grande arricchimento di conoscenze per i nostri infermieri - ha detto la presidente del collegio Ipasvi di Catanzaro Concetta Genovese- soprattutto per i giovani laureati che possono incontrare difficoltà nell'inserimento nel mondo del lavoro”. Sulla stessa linea della presidente di Catanzaro, anche i presidenti degli altri collegi provinciali, Carmine Federico per Reggio Calabria, Stefano Moscato per Vibo Valentia e Fausto Sposato per Cosenza e per il coordinamento regionale.
A Lamezia Terme, dove si è tenuto l'incontro, a parlare di tutela legale e professionale per il libero professionista è stato il presidente nazionale dell'Enpapi Mario Schiavon. “State già lavorando? - ha chiesto Schiavon ai tanti giovani laureati - tempo fa, quando si finiva la formazione professionale per infermieri, si trovava lavoro immediatamente. Non è più così, perché le aziende espletano sempre meno concorsi, anche a causa dei piani di rientro. La libera professione infermieristica deve essere tuttavia inquadrata e conosciuta - ha precisato Schiavon - e l'università ha la responsabilità formativa di orientare i professionisti non solo verso il pubblico ma anche verso la libera professione, assai ricca di gratificazioni, e certo non ripiego ma scelta in molti casi ben remunerata”. Subentra, come hanno specificato durante la giornata di formazione, anche la piaga del lavoro nero, “considerando – specificano - soprattutto recenti dati del Censis in uno studio compiuto con la federazione nazionale degli infermieri Ipasvi”. “Impressionante il quadro venuto fuori, se si considera - ha precisato il presidente Enpapi Schiavon - che nel 2012 le famiglie italiane hanno speso per prestazioni infermieristiche due miliardi e settecento milioni ma che il fatturato degli infermieri privati è risultato di 500 milioni”. “Si parla dunque – proseguono - di un'evasione e di un lavoro nero che nel settore arriva a due miliardi e duecento milioni. Si pensi a quanti nostri giovani infermieri - ha commentato la presidente Ipasvi di Catanzaro Concetta Genovese - potrebbero lavorare e in modo più che dignitoso se non esistesse questo mercato irregolare. Serve cultura, serve formazione ed informazione, il collegio è chiamato a vigilare” ha sottolineato ancora Concetta Genovese.
“Ma affinché la professione libera per gli infermieri, per la quale vi è inoltre grande richiesta dalle famiglie, venga svolta in modo legale, è indispensabile, - ha sottolineato il direttore generale dell'Enpapi Marco Bernardini, - l'iscrizione all'ente previdenziale che tra l'altro è l'unico, insieme a quello dei giornalisti, a prevedere una gestione separata”.
“Non solo pensioni, - continua la nota - ma un vero e proprio sistema di protezione sociale, quello dell'Enpapi verso gli infermieri che vogliono dedicarsi all'attività privata”. “Assai numerosi gli interventi assistenziali previsti - ha spiegato infatti Bernardini - dal sussidio ai portatori di handicap, al contributo prima casa, al contributo per spese acquisti libri di testo e sussidio asili nido, al contributo prima casa all'indennità di malattia, l'intervento in stato di bisogno e molto altro ancora”.
Diversi gli interventi degli infermieri a cui è stato illustrato come la libera professione può essere anche molto redditizia e che bisogna considerarsi come dei piccoli imprenditori di se stessi. Il giovane infermiere non ha bisogno quindi di lasciare la Calabria per trovare lavoro, se incontra qualche difficoltà. “E' bene però - ha precisato Fausto Sposato coordinatore regionale dei collegi Ipasvi - che conosca bene il territorio in cui si muove, quali servizi vengono o non vengono offerti dal pubblico, qual è l'età media della popolazione nel suo territorio, dove sono le farmacie e che servizi erogano”.
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