
Lamezia Terme – È un’iniziativa tesa a sostenere e promuovere dinamiche che conducano la collettività ad una vita corresponsabile, fondata sul rispetto dei diritti umani, il Tavolo della Pace, creato dalla volontà di collaborazione di diverse associazioni che operano nel sociale sul territorio lametino e che hanno deciso di ritrovarsi a dialogare su un terreno valoriale comune. Fra di esse, all’incontro di presentazione introdotto e moderato da don Giacomo Panizza della Comunità Progetto Sud, c’erano Centro Antiviolenza Demetra, Fandango, Anteas, Fish Calabria, Arci, Comunità Luna Rossa e Il Delta, cui si uniscono virtualmente moltissime altre che hanno già aderito al progetto. “La pace – dice don Giacomo – si costruisce soltanto quando vengono rispettati i diritti di ogni persona e si dà valore alla responsabile personale e a quella collettiva, e mi riferisco anche a quella dello Stato”. Dunque, un discorso che unisce agli inevitabili risvolti psicologici – si parla di conflitti di ogni tipo – quelli politici, che non tralascia di svergognare i retroscena economici delle guerre, senza certo escludere quelle che si dicono “umanitarie”, ma che ricorda pure le “guerre silenti”, quelle evidentemente avvenute, e probabilmente ancora in corso, in una città traumatizzata da tre scioglimenti amministrativi per infiltrazioni mafiose. Un discorso contro l’obbedienza coatta di chi di queste guerre diventa milizia, mentre chi governa non si sporca le mani, che anzi dopo il macello tornano più pulite di prima. Perché le parole sono un mezzo potente ma “solo un mezzo”, e “se la pace non la costruiamo giorno per giorno, permanentemente, non servono a niente”.

Dunque l’esigenza di un tavolo di lavoro per riunirsi insieme a progettare un nuovo stato di cose, in funzione del quale oggi alcune delle associazioni aderenti sono state invitate ad esprimersi sugli elementi del loro percorso che possono inserirsi in un cammino di pace, finalizzato ad una migliore convivenza sociale e al rispetto dei diritti di tutti. Come fa suor Anna dell'associazione Mago Merlino, o i ragazzi ospiti di Luna Rossa e Il Delta che mostrano sulle braccia scritto in rosso il ritornello di “Give Peace A Chance” di John Lennon. O come le alunne dell'Istituto Manzoni Augruso che ha aderito al Tavolo della Pace, guidate dalla coreografa e docente elementare Gabriella Gagliardi, che fanno volare il nastro sulle note di “Imagine”. Con queste premesse è facile attendersi risultati positivi.
Giulia De Sensi


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