
Lamezia Terme - Nessun megafono, poche bandiere, ma un unico obiettivo: indignarsi. Di fronte questo sentimento comune un gruppo di cittadini si è dato appuntamento sull'isola pedonale di corso G. Nicotera per esprimere ampia solidarietà a Mimmo Lucano, il sindaco di Riace agli arresti domiciliari da questa mattina con l'accusa di "favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e fraudolento affidamento diretto del servizio di raccolta rifiuti". L'arresto, nell'ambito della operazione Xenia, ha suscitato innumerevoli commenti e prese di posizione a livello nazionale, registrando particolare attenzione anche sui social network. Il gruppo di attivisti politici e cittadini comuni iniziano, da questa sera, ad organizzarsi in virtù della manifestazione "Riace non si arresta" che si terrà nel primo pomeriggio di sabato 6 ottobre proprio a Riace e per cui si percepisce già grande partecipazione. "È necessario capire da che parte stare - dice Gianmario Foti di Potere al Popolo del Lametino e del Reventino - è giunto il momento di schierarsi. Oggi hanno arrestato l'umanità. Quella di Mimmo Lucano e di Riace è una storia meravigliosa di accoglienza. Le intercettazioni non dicono nulla - continua - anzi, dimostrano l' umanità di Lucano e di come per lui sia importante la tutela delle tante persone che scappano dalla guerra e non la speculazione. La Procura di Locri pensasse ad occuparsi della zona più ndranghetista d'Italia e lasciasse stare gente come Lucano".

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