
Lamezia Terme – La giovane avvocatura, una professione in evoluzione è il tema della due giorni voluta dalla riunione del Consiglio Direttivo Nazionale AIGA (Associazione Italiana Giovani Avvocati) per mettere in risalto il progresso di questa professione. I due giorni, 12 e 13 aprile, di incontri cui Lamezia diventerà ‘capitale’ della giovane avvocatura sono stati aperti nella Sala Giovanni Paolo II del Seminario vescovile con una tavola rotonda e, la discussione istituzionale e politico-forense si è incentrata sulle più rilevanti problematiche che investono attualmente l’Avvocatura tra cui equo compenso, accesso alla professione e specializzazione. Agli indirizzi di saluto volti a significare “l’orgoglio dell’essere avvocato” portati da Antonello Bevilacqua (presidente dell’Ordine degli Avvocati di Lamezia): “In questo momento di estrema difficolta è necessario che l’avvocatura giovane si confronti compattamente”; nonché – hanno aggiunto gli altri membri dell’avvocatura – l’Aiga è lo specchio di un foro vivo e limpido, un’associazione composta da fratelli e sorelle oltre che da colleghi”. A ciò è seguito l’intervento dell’avvocato Giovanna Suriano (tesoriere nazionale Aiga) che ha introdotto e moderato l’incontro. Il tesoriere ha sottolineato allo stesso modo degli altri relatori, che lo scopo ultimo della manifestazione è di preparare una avvocatura giovane, che deve comportarsi in modo giovane con idee sempre innovative”. Nel prosieguo dell’incontro Nicolino Zaffina (consigliere di amministrazione della Cassa forense) ha illustrato le complessità di una professione, “che deve stare al passo con i tempi, anche perché - ha proseguito - nel suo ambito di studio a differenza di altri studi come quelli informatici è limitata, in quanto vincolata dalle norme di legge vigenti nel nostro paese”.
Invece a dare un’ampia fotografia inerente la necessità di “puntare sui giovani, sulla formazione e sulla specializzazione” sono stati Vincenzo Ciardo (segretario organizzazione congressuale forense) e Antonio de Notaristefani (presidente unione nazionale camere penali). A fornire un parere in ambito penale della professione forense è stato Giuseppe Guida (tesoriere unione camere penali italiane) mentre una dettagliata panoramica sulle difficoltà che si riscontrano nell’accesso alla professione di avvocato, ma anche sull’equo compenso è stata fatta da Donata Giorgia Capelluto (componente del direttivo Associazione nazionale forense). A concludere l’incontro ‘‘su una professione che garantisce delle regole già scritte’’ è stato il presidente nazionale Aiga Roberto Vermiglio, che ha espresso in sintesi gli argomenti discussi rimarcando che, “la nostra è una professione che è cambiata e in futuro probabilmente cambierà ancora. Da qui nasce l’importanza della formazione e della specializzazione”. “Un evento è stato ribadito durante l’incontro, nel complesso pregnante svolto in una città che ha un forte connubio con l’avvocatura e nata grazie proprio ad un avvocato: Arturo Perugini”. Domani 13 aprile il Consiglio Direttivo Nazionale dell’AIGA si riunirà al T Hotel dove i rappresentanti delle varie Sezioni Aiga italiane discuteranno per sviluppare e aggiornare le direttive politiche e gli indirizzi programmatici dell’Associazione”.
Francesco Ielà
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