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 Lamezia Terme - A pochi giorni dalla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne ( che si terrà il 25 Novembre) questo pomeriggio , presso l’aula Garofalo del tribunale lametino, si è svolto l’incontro "Stalker e stalking - aspetti normativi e sociali". Un tema attuale quello dello stalking che, ogni anno, annovera,  tra le sue sfortunate schiere, un numero sempre più crescente di vittime. In Italia è divenuto reato solo nell’aprile 2009 con l’introduzione, nel codice penale, dell’artt. 612 bis.  Un incubo fatto di ossessive chiamate, appostamenti e minacce reiterate che gettano, le vittime coinvolte,  in uno stato di allerta e paura perenne che, inevitabilmente, altera e compromette lo svolgersi quotidiano di qualsivoglia attività. Un incontro, quello tenutosi oggi nell’aula del tribunale di Lamezia, volto a sottolineare ed esplicitare le norme che disciplinano il reato ma anche e soprattutto volto ad esortare, le persone vessate, alla denuncia.

Dopo i saluti dell’ avvocato Lucio Canzoniere, segretario del consiglio dell’ordine degli avvocati, sostituto dell’avvocato Antonello Bevilacqua, assente per motivi istituzionali, dell’avvocatessa Nicolina Perri, Presidente della Camera minorile di Lamezia Terme “Stefano Marasco” e dell’avvocato Giuseppe Borrello, Presidente AIGA sezione di Lamezia Terme, è stata l’avvocatessa Francesca Longo, moderatrice dell’evento, ad iniziare il pubblico all’argomento del dibattito. “La violenza contro le donne è un fenomeno sociale in continua ascesa; tante, troppe sono le donne che subiscono minacce; che sono state prese a calci, pugni, a schiaffi dall’uomo che diceva di amarle, fino ad arrivare a casi estremi come quello appunto successo alla nostra collega Lucia Annibali e non solo, sfregiata con l’acido dal suo compagno che diceva appunto di amarla. Chi mette in pratica tali comportamenti - continua l’avvocatessa Longo- invade pericolosamente la vita privata altrui, ne calpesta la libertà, la dignità.

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In questo convegno ci soffermeremo per cercare di capire come evitare tutto ciò, come prevenire questo reato, come tutelarsi, quali segnali è opportuno cogliere, a chi rivolgersi in caso di violenza e quali sono i rischi ed i segnali da poter cogliere. Le leggi però non bastano. Bisogna perciò partire dall’educazione e dalla prevenzione, iniziando dalle scuole, dai più giovani.” La prevenzione e l’educazione  si configurano quindi come le migliori armi per riuscire a combattere quella che possiamo definire una vera e propria piaga sociale, ovvero lo stalking. Due capisaldi che vengono assunti come fondamentali  anche dall’avvocato Angela Davoli, Presidente del  CPO  del consiglio dell’ordine degli avvocati di Lamezia Terme, nonché  prima relatrice dell’evento. “Di fronte ad un adulto stalker si fa ben poco, perché ha acquisito maturata forza in un percorso formativo o in ambiente familiare o ha talmente incamerato violenza ed è pertanto difficile intervenire. Molti episodi di stalking, in effetti, sono culminati in episodi di femminicidio. Sugli adulti si può lavorare poco, mentre invece si può lavorare nel percorso dell’età evolutiva E’ necessario quindi fare prevenzione . La prevenzione è il punto di partenza”.

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Altro punto focale è la necessità di denunciare le vessazioni. “Avere la consapevolezza di che cos’è  e capire quando si è vittima di stalking – afferma l’avvocato Davoli- risulta, fondamentale per avviare, nelle giuste tempistiche, la querela ed ottenere così la prima tutela.” L’intervento dell’ avvocato Chiara Penna, Avvocato penalista del Foro di Cosenza e Criminologa, ha invece illustrato gli aspetti criminologici del reato. “Lo stalking è spesso, ma non necessariamente, preludio a fatti ancora più gravi. Bisogna monitorare attentamente queste situazioni ed interpretare correttamente i segnali indicatori che possono far presagire determinate situazioni più gravi. Il fenomeno dello stalking è un fatto moderno perché fa riferimento alle nuove dinamiche interpersonali tra soggetti. E’ un fenomeno che si può verificare anche tra estranei. Oggi c’è una sorta di incremento  di questo fenomeno, o quantomeno una percezione maggiore del fenomeno anche in relazione alle nuove forme di comunicazione. E’ molto frequente anche il cyberstalking.”

A sostituire la dottoressa Marta Agostini, è stata la dottoressa Annachiara Reale, sostituto procuratore del tribunale di Catanzaro della sezione cosiddetta fasce deboli, la quale ha ricordato che  “il delitto di stalking viene  introdotto nel 2009 dal legislatore come forma di tutela per tutte quelle condotte che si  affacciavano ad un fase patologica di rapporti di natura prevalentemente sentimentale o affettiva; ma nel corso del tempo si è assistito ad una progressivo ampliamento. La giurisprudenza e i casi concreti hanno ricongiunto all’interno di questa specie normativa anche una serie di comportamenti che si instaurano anche tra soggetti legati da fattori indipendenti dal rapporto sentimentale, come i fattori lavorativi nell’ambito del contesto lavorativo o anche legati ad esigenze abitative comuni, si parla di stalking condominiale”.

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Ha inoltre aggiunto che “non necessariamente la vittima di stalking è donna. Si parla piuttosto di soggetto vulnerabile che prescinde il sesso e l’età.” Presenti all’incontro anche le rappresentanti del centro antiviolenza “Demetra” , la dottoressa Anna Fazzari, psicologa e la dottoressa Roberta Pretella assistente sociale, che hanno relazionato sull’operatività territoriale della struttura che ha iniziato la sua attività sul territorio nel 2009 con l’obiettivo di fornire aiuti e risposte alle donne vittime di violenza. Le conclusioni sono invece state affidate all’avvocato Andrea Parisi, coordinatore regionale AIGA per la Calabria, il quale ha definito lo stalking “un problema di grande impatto sociale” ed ha inoltre aggiunto che “la tutela delle donne è presupposto imprescindibile per l’avanzamento sociale di ogni società”. Durante l’incontro è stato inoltre presentato il libro “Stalking e Stalker, profili normativi e criminologi”, Rubettino Editore, redatto a quattro mani dall’avvocato Angela Davoli e dalla criminologa Carmela Cancellara. 

Alessia Raso

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