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Lamezia Terme  - Riceviamo e pubblichiamo un ricordo del dottor Rinaldo Miceli considerato che, nei prossimi giorni, è attesa l'intestazione di una via in memoria del medico condotto dell'ex comune di Sambiase. Tale richiesta era stata inoltrata al  Comune di Lamezia Terme dall’avvocato Orazio Miceli, figlio del compianto dottor Miceli e dal dottor Monea,  ex presidente del consorzio Marinella, proprio in onore del dottor Rinaldo Miceli, medico condotto, scomparso nel 1999. Ecco, di seguito, il ricordo della figura del dottor Miceli.

"Nei prossimi giorni è prevista la cerimonia di intitolazione al dottor Rinaldo Miceli. "Un modo – ha detto il figlio, l’avvocato Miceli – per ricordare una persona che ha fatto tanto per Lamezia". Per trattegiare la figura del mai dimenticato dottor Rinaldo Miceli  è sufficiente rifarsi a quanto di lui ebbe a dire, pronunciando il suo discorso funebre, l’avvocato Renda. Il medico condotto Rinaldo Miceli fu medico condotto dell’ex comune di Sambiase fino all’eliminazione delle condotte mediche per quasi un cinquantennio a servizio dei cittadini, in tempi assai difficili laddove valeva prevalentemente la brava professionale e la dedizione nell’esercizio della professione medica. Rinaldo Miceli nacque a Pianopoli nel  1916, addottoratosi in medicina e chirurgia, vinse nel 1954 il concorso per la condotta medica di Sambiase, Da quell’epoca è vissuto sempre a Sambiase dove ha esercitato la condotta medica con profondo senso del dovere, senza orpelli, con competenza  e semplicita’. Mai Rinaldo Miceli rifiutò la sia opera, soprattutto il soccorso agli umili. Accorreva al capezzale di tutti. S’inerpicava per le nostre borgate di montagna , distanti dieci chilometri dal citta’, prive di viabilità, di luce, di acqua, per portare il suo soccorso alla partoriente o di chi stava per dare l’ultimo respiro. Non era il medico della sale limbe, delle lunghe attese; nei tuguri o nelle case dei ricchi, oltre al suo valore, portava il suo sorriso, la speranza e soprattutto il suo cuore. Fece anche politica, lungi da lui ogni interesse; lascatemelo dire, fu un puro! La Sua conquista non fu il denaro o il posto di potere ma l’affermazione dell’Ideale, cosa che oggi poco conta, con la caduta degli Ideali! Nei momenti sconvolgenti e turbinosi del Dopoguerra, Egli, intravide e seppe scegliere: fu un democratico cristiano (scrisse infatti nelle sue memorie: “sono nato, vivrò e moriro, il più tardi possibile, da Democratico Cristiano”),  e consentitemi che ve lo dica, in questi tempi di voltagabbana, non ci vergogniamo di dirlo, fu politicamente coraggioso, fedele, impegnato, nelle battaglie politiche in difesa della libertà e di una scelta di civiltà".   

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