
Lamezia Terme – In merito all’ordinanza firmata dal che impone ai proprietari, possessori e detentori di terreni, aree verdi, giardini, cantieri e immobili dismessi di provvedere alla pulizia e alla manutenzione delle proprie proprietà per contrastare degrado e rischi igienico-sanitari, interviene Fiore Isabella in una lettera aperta indirizzata al sindaco, in qualità di ex consigliere comunale di Lamezia.
Isabella, facendosi portavoce di diversi cittadini che nel tempo hanno segnalato diverse criticità, richiama l’attenzione dell’amministrazione su diverse questioni ancora aperte come: “la mancata istituzione della raccolta differenziata in alcune aree della città - vedi frazioni collinari e montane - che continuano a respirare aria putrida nei pressi dei contenitori colmi oltre i limiti della capienza ed accerchiati da rifiuti di ogni tipo: materiali ingombranti i cui responsabili sono quei cittadini che ignorano l’esistenza, in contrada Rotoli, di un’apposita isola ecologica; l’umido che genera quella sostanza chiamata percolato, che scivola lentamente sul rilevato stradale trasformandolo in una pericolosa e puzzolenta pista di pattinaggio; l’assenza di puntualità nello smaltimento della differenziata che attrae non solo i cinghiali ma anche i cani randagi. A livello di dissesto territoriale si inquadrano i letti dei torrenti, ricadenti nel territorio comunale a monte del centro abitato (Vedi Cantagalli), ormai ridotti a foresta invalicabile”.
Altro tema, ricorda Isabella sul piano sociosanitario “si rileva la totale resistenza dei primi cittadini, compreso Lei, ad avviare i lavori per la conferenza dei sindaci sui temi della sanità pubblica, ormai sull’orlo del definitivo collasso”. Infine, Isabella richiamando il punto dell’ordinanza che, cita: “L'amministrazione comunale sottolinea che la misura rientra nelle azioni di riqualificazione del territorio e punta a tutelare il decoro della città, la salute pubblica e la qualità della vita della comunità”, chiede: “rispetto alle carenze, alcune delle quali sopra specificate, la Sua amministrazione quali interventi strutturali ha posto in essere per rimuoverle e, per concorrere, dal versante istituzionale, a tutelare la salute pubblica e la qualità della vita della Comunità che amministra? Con riferimento agli interventi che l’Ordinanza intima “… dovranno essere eseguiti a partire dal quindicesimo giorno successivo alla pubblicazione dell'ordinanza e fino al 31 ottobre 2026 “a propria cura e spesa e sotto la propria diretta responsabilità civile e penale”, l’intimazione vale anche per i responsabili istituzionali intempestivi e carenti o soltanto per coloro e sono tanti, in particolare pensionati e malati soli, che hanno il giardino scompigliato ma non hanno la forza per impugnare il decespugliatore e neppure i soldi per assumere qualcuno che lo faccia al posto loro? Vale l’intimazione anche per i coltivatori, ormai in via di estinzione, che puliscono i campi, grazie a quei giovani, usciti indenni dai naufragi e che i teorici della remigrazione, poco “Francescanamente”, vogliono rimandare a casa? Non Le sembra che, pulire la parte perimetrale adiacente alle vie di transito (sia comunali che provinciali) implica una regolamentazione del traffico necessariamente di competenza degli enti proprietari e non dei privati confinanti, anche al fine di garantire la sicurezza dei lavoratori? Vale, infine, per i piccoli coltivatori devastati dai cinghiali che distruggono le colture comprese le radici dei loro ulivi, mentre il mercato dell’olio, per loro (non certo per gli speculatori) è finito a carte quarantotto?”. E allora, conclude: “credo che si possa essere d’accordo sul fatto che un’ordinanza non può affrontare e risolvere il tema della complessità”.
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