
Lamezia Terme - “Relativamente a quanto accaduto nelle mense scolastiche cittadine il giorno 8 gennaio scorso - scrive in una nota il presidente del consiglio dell’Istituto comprensivo don Lorenzo Milani, Annita Vitale - in cui bambini ed insegnanti si sono ritrovati nel piatto del pesce maleodorante e di aspetto marcescente, il Consiglio di Istituto del Terzo Circolo scolastico, Don Lorenzo Milani, chiede con la presente all’Assessore al ramo, Elisa Gullo, e all’Asl competente, la massima solerzia ed attenzione sul servizio mensa attraverso il potere di controllo e vigilanza che ad essi compete tecnicamente ed istituzionalmente. Siamo al corrente delle proteste avanzate anche dai consiglieri Nicotera e Gianturco ai quali, naturalmente, chiediamo massima continuità nell’azione di controllo e attenzione al problema. Siamo altresì convinti che ad affrontare i temi della salute, ed ancor più di quella dei bambini, debbano essere tutti gli attori sociali nel loro diritto/dovere di cittadinanza attiva e le forze politiche, aldilà di appartenenze e posizioni di schieramento”.
“Il fatto - si legge ancora nella nota - ci pare molto grave, seppure minimizzato fin da subito dalla ditta appaltatrice, e degno di massima attenzione e preoccupazione. Ci auguriamo non debbano accadere fatti peggiori per agire con determinazione sulla qualità del cibo erogato. Il nostro Istituto si caratterizza per essere esclusivamente a tempo pieno ed il momento mensa è vissuto come luogo e spazio di formazione all’educazione alimentare e sociale ed è per questo che da queste pagine cogliamo l’occasione per lanciare un’idea più contemporanea del servizio mensa, al passo con il pensiero di molti e affermati nutrizionisti nazionali. Il Comitato nazionale cambiamo la mensa (https://coordinamentocambiamolamensa.wordpress.com) ha proposto, proprio a dicembre scorso, l’adeguamento delle Linee guida ministeriali per la ristorazione scolastica che oggi è, quasi sempre, come anche a Lamezia, caratterizzata da un’offerta squilibrata dal punto di vista nutrizionale con un’impostazione antiquata rispetto ai principi ormai consolidati nella comunità scientifica. Il campo dell’educazione alimentare è oggi di massima importanza anche rispetto a malattie di elevata incidenza sociale (cancro, malattie cardiovascolari, anoressie e bulimie, ecc) e si ha, quindi, l’obbligo di formare i ragazzi, fin da bambini, come si fa negli altri campi della didattica. Esistono in tal senso esempi virtuosi in cui la collaborazione interistituzionale sta sperimentando con successo iniziative impostate su menù alternativi e maggiormente salutisti. Ad esempio, la Commissione mensa di Castelfidardo (AN) in stretta collaborazione con Comune, Asl e ditta fornitrice del servizio, ha svolto un’analisi dettagliata delle problematiche inerenti la sana alimentazione, concentrandosi sullo squilibrio esistente all’interno del menù e integrandolo per equilibrarne le caratteristiche salutistiche”.
“Sulla scorta, pertanto, degli ultimi avvenimenti e delle forti proteste di tutta la comunità educante e naturalmente in primo luogo di tutti i genitori, vogliamo invitare tutte le istituzioni e gli attori coinvolti ad affrontare gli importanti punti all’ordine del giorno riguardo il servizio mensa della Città:
1. massima vigilanza sulla qualità del cibo attualmente servito oltreché rispetto del Regolamento già esistente che prevede all’art 5, per la ditta appaltatrice, l’uso prevalente di cibi a Km 0;
2. maggiore attenzione alla varietà alimentare proposta ai bambini, che oggi risulta essere assai limitata e monotona con le note conseguenze del caso;
3. un’iniziativa di buona volontà istituzionale e culturale per migliorare in senso salutistico e contemporaneo il menù e la conseguente educazione alimentare offerta ai nostri bambini.
Speriamo che quanto accaduto non debba più ripetersi e che sia l’occasione per compiere un salto di qualità complessiva per una migliore crescita fisica e culturale dei nostri bambini”.
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