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Lamezia Terme - Una sedia vuota tra i ragazzi della scuola media Pitagora, come simbolo di una violenza senza volto e senza nome che potrebbe colpire qualsiasi donna. Questo, il forte grido di allarme, che i ragazzi hanno lanciato attraverso una tavola rotonda, in cui i protagonisti sono stati proprio loro, con la lettura di poesie, testi e statistiche su donne che hanno perso la vita per mano di chi ha scambiato l’amore per possesso e morbosità. L’evento di oggi ha anticipato la giornata mondiale contro la violenza sulle donne, istituita dalle Nazioni Unite il 25 novembre del 1999. Una giornata importante perché “più che contro la violenza, noi dobbiamo parlare a favore di qualcosa - ha affermato la dirigente Teresa Bevilacqua - dobbiamo essere promotori del rispetto della persona, del rispetto dell’altro, e delle donne”. Superare tutti gli stereotipi di genere, questo l’obiettivo, che si creano fin dalla tenera età, da qui deve partire il cambiamento.

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Presenti all’evento nell’auditorium dell’Istituto Perri Pitagora, l’Ordine degli avvocati che attraverso il Comitato per le Pari Opportunità ha proposto un incontro nelle aule con i ragazzi per discutere sul tema. La rappresentante, l’avvocato Angela Davoli, rivolgendosi ai ragazzi precisa: “E’ compito di tutti e non solo delle istituzioni, combattere contro ogni tipo di discriminazione e di violenza, anche a questa età e anche prima siamo e siete tutti responsabili di un cambio sociale”. Il centro antiviolenza Demetra rappresentato dalla dottoressa e psicologa Fazzari ha sottolineato: “Siamo sempre sul territorio con un lavoro di sinergia”. Soroptimist club di Lamezia con la presidente Concetta Giglio rivolgendosi ai giovani ha invece aggiunto: “Voi siete in grado di dire no a qualsiasi forma di violenza sulle donne, e si al riconoscimento naturale dei diritti dell’uomo che da molti anni promuove queste iniziative tra i banchi di scuola”.

Tra i rappresentanti delle forze dell’ordine, il sostituto commissario di polizia Maria Ventriglia sottolinea: “Bisogna fare attenzione alla figura del bullo, colui che fin da bambino ha usato la violenza verso gli altri, sarà un adulto problematico, che è cresciuto sempre con la prepotenza e senza il rispetto verso il prossimo, ed è più propenso ad atteggiamenti repressivi verso chi lo circonda”. Pietro Tribuzio, comandante della Compagnia dei Carabinieri di Lamezia Terme precisa l’importanza di chi sta intorno alla vittima: “Noi purtroppo interveniamo a posteriori sul fenomeno ma è fondamentale la rete intorno alla vittima”. I rappresentanti delle forze dell’ordine hanno espresso la massima vicinanza a qualsiasi situazione di violenza e di soprusi, per superare il baratro in cui la vittima si trova.

Fare rete per non lasciare sola la vittima, è questo il punto di forza per poter sconfiggere la violenza sulle donne, un cambio di rotta che deve nascere tra i banchi di scuola, un'educazione al rispetto dell'altro in tutte le sue forme che si tramuta in un rispetto in tutti gli ambiti della società. Alla fine della tavola rotonda, gli alunni, i professori e tutte le persone presenti, si sono incamminati con una marcia, fino alle gradinate della scuola primaria “Maggiore Perri”, ognuno con in mano una scarpetta rossa, che è stata posizionata – una volta arrivati a destinazione- sulle gradinate della scuola. un’istallazione, dunque, che ha il compito di richiamare l’attenzione su un fenomeno tristemente noto e attuale.

Antonia Butera

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