
Lamezia Terme - Anche a Lamezia Terme, come oggi in numerose città d’Italia, si è svolta la “Marcia delle Donne e degli Uomini Scalzi”, una manifestazione di solidarietà verso chi vive il difficile e rischioso percorso dell’emigrazione. Organizzata da ARCI, CNCA, Sprar “Due soli” e “ Luna rossa”, ASC di Lamezia Terme, la marcia è partita da piazzetta S. Domenico, dove i volontari del servizio civile hanno distribuito cartoncini colorati ai manifestanti dove scrivere il proprio messaggio personale - di speranza, di rabbia, di contestazione, di pace - da portare con sé marciando scalzi lungo corso Numistrano. In testa al corteo ragazzi provenienti da ogni parte del sud del mondo - Gambia, Pakistan, Afghanistan, Senegal, Costa d’Avorio, Ghana, Nigeria e Nuova Guinea, solo per citarne alcuni – hanno fatto il percorso fianco a fianco reggendo manifesti che raccontano le storie di chi è scappato dalla guerra, dalla fame, dalle persecuzioni religiose.
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Le storie di chi è sopravvissuto per raccontarle, ma anche quelle di non ce l’ha fatta, di chi ora ha bisogno che qualcuno gli presti una voce o un volto, o che semplicemente si faccia silenzio. Dopo il silenzio, e dopo la lettura di un brano di Pierpaolo Pasolini , nel cortile della scuola elementare Maggiore Perri, dove la marcia si è conclusa, sono state enunciate le mozioni in nome delle quali è manifestato : la creazione di corridoi umanitari per vittime di guerra, catastrofi, dittature, un’accoglienza solidale e dignitosa per tutti, la chiusura dei luoghi di detenzione per migranti, la creazione di un sistema unico di asilo in Europa. Uscendo dal cortile i manifestanti hanno raccolto tutti i loro cartoncini su una grande bacheca vuota, segno tangibile della strada che si è fatta insieme. Si vuole sperare, attraverso un gesto simbolico che richiama il percorso di chi mette in pericolo il proprio corpo per sperare di vivere o di sopravvivere, di dare inizio a un lungo e fruttuoso cammino di civiltà.
Giulia De Sensi




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