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Lamezia Terme - Riceviamo e pubblichiamo la lettera inviata dal dottor Antonio Petronio in merito alla disintegrazione del reparto Malattie Infettive dell’ospedale di Lamezia.

“Con l’accorpamento funzionale di Malattie Infettive con la Medicina e la Bronco pneumologia, si conclude il processo di disintegrazione dell’Ospedale di Lamezia Terme e dell’U.O. Malattie Infettive in particolare. Le malattie infettive hanno un’importanza superiore alle altre in quanto destano allarme sociale e paure. Le nuove pericolose patologie emergenti insieme alle vecchie sempre più virulente, possono essere affrontate con la dovuta efficienza ed efficacia solo da personale specializzato e continuamente aggiornato. Tanto è vero che la legge 135\90 impone a tutto il personale operante nei Reparti di Malattie Infettive l’obbligo dell’aggiornamento con più corsi annuali sull’AIDS e sulle patologie più importanti. I medici e gli infermieri in particolare delle M.I. costituiscono un patrimonio che è veramente un peccato disperdere.I reparti di M.I., classificati per legge ad elevata assistenza sono gli unici ad avere delle linee guida Regionali a garanzia dei LEA e godono di requisiti specifici per l’accreditamento delle strutture di Malattie Infettive emanati dalla Regione Calabria dal dipartimento Tutela della Salute e Politiche Sanitarie. Inoltre il Decreto Regionale 106\2011 ha rimodulato la rete Infettivologica della Regione Calabria e ha destinato a Lamezia Terme 10 posti letti di ricovero ordinario. Il personale Medico e paramedico dell’U.O. Malattie Infettive deve essere perciò in numero proporzionato, guidato da un Primario titolato e titolare,  e dotato di strumenti tecnologici  ed efficienti e soprattutto di locali adeguati. Una delle tante promesse non mantenute del dottor Mancuso è l’isolamento respiratorio obbligatorio per legge, oltreché per le più elementari regole di igiene. Nonostante ciò vengono ricoverate la TBC, ed altre malattie contagiose con grave ed immanente pericolo di contagio e di diffusione per tutti. E’ auspicabile dunque che gli attuali programmi peggiorativi della Sanità Lametina, e dell’U.O. M.I. in particolare, vengano adeguatamente rivisti e corretti prima che sia troppo tardi”.

Dott.Antonio Petronio 

 

 

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