
Lamezia Terme, 19 dicembre - Il Psc continua a fare discutere sia politici, tecnici e semplici cittadini. A questo proposito registriamo la nota inviataci dal signor Antonio Guerrise che sul Psc ha scritto una lettera aperta al Sindaco che riportiamo qui di seguito.
"Caro signor sindaco, sono un cittadino qualsiasi, un cittadino che ha riflettuto a lungo se scriverti o meno questa lettera aperta che, spero, coinvolga anche i consiglieri comunali di maggioranza e minoranza ed i nostri rappresentanti al consiglio regionale. Dico che ho riflettuto a lungo se scriverti perché l’argomento che voglio porre alla tua attenzione e, tramite te a tutta la politica lametina, è un argomento molto controverso. Si tratta del Piano Strutturale Comunale, il PSC, che in questi anni tanto vi sta appassionando. Ebbene, io non voglio entrare nel merito delle scelte tecniche, non avendo alcun titolo a farlo, in più mai potrei competere con i professori e gli esperti che hai chiamato per stilarlo al fine di dare un nuovo volto alla città. Io non capisco molto di zone FS, Standard, Agricole, Urbanizzate, Non urbanizzate, Fabbricabili, Edificabili, ecc. Io capisco solo ciò che tu hai detto da quando, per la prima volta, hai chiesto a tutti noi di darti fiducia per cambiare Lamezia. Io in questi anni ti ho ascoltato, seguito, apprezzato per le cose che hai detto, per le parole che hai proferito all’Italia intera, per gli slogan che ci hai abituato a sentire. La tua idea di legalità, devo ammetterlo, mi ha attratto, colpito e trovato in perfetto accordo. La mia vita, infatti, è stata tutta improntata su questa parola, oggi troppo abusata ma poco praticata, la legalità bisogna viverla in ogni atto, testimoniarla in ogni gesto, dimostrarla nella quotidianità.
Ebbene, quando hai detto che, anche nella stesura del PSC avresti premiato e valorizzato chi aveva fatto delle scelte di legalità, io ci ho creduto. Mi sono detto, dopo tutti questi anni nei quali mi sono sentito deridere per non avere fatto la scelta dell’abusivismo, tentando di aggirare l’ostacolo, cercando la leggina che mi potesse permettere di mettere pietra su pietra fino ad arrivare ad una costruzione, “questo sindaco finalmente mi rende giustizia!”. Finalmente potrò spiegare ai miei figli, ai quali ho inculcato sin da bambini il senso della giustizia, del rispetto delle regole, il valore della legalità, che questa, sebbene più tortuosa e difficile da percorrere, fosse la strada giusta. E’ la strada che ti aiuta a vivere sereno ed in pace con te stesso ed il resto della società. E’ la strada che ti permette ogni mattina di svegliarti guardando al mondo con l’occhio di chi sa da che parte stare, di essere corretto e non fare il furbo, di rispettare la legalità, senza compromessi e senza cedimenti.
Anche io, come tanti concittadini, ho visto in questo nuovo strumento urbanistico un momento di riscatto per la nostra città. Anche io ho esultato all’annuncio di un “Piano partecipato”, ho partecipato al bando di interessi al PSC, ho confidato nella democrazia dei suoli, ovvero la perequazione. Anche io, come tanti, ... sono rimasto con un pugno di mosche in mano. Sicché, anche tu come altri hai detto, attraverso le scelte del PSC, che chi è rimasto nella legalità ha sbagliato tutto, che sarebbe stato meglio se avessi trovato la leggina che mi avrebbe permesso di mettere pietra su pietra per costruire. Anche tu come altri sostieni attraverso decisioni politico-amministrative che i furbi devono essere premiati e chi, come me, ha scelto la strada faticosa della legalità e dell’onestà non può pretendere nulla.
Anzi, deve donare gratuitamente al Comune il 50% del terreno di proprietà, riservando, inoltre, sulla restante parte altro terreno per standard e strade, quale ulteriore donazione; e se non si accetta questa imposizione si rischia l’esproprio di tutto il terreno. Altro che “Piano partecipato”! Il territorio, come è stato già riferito dall’Arch. Iuffrida, funzionario del Comune, ha una esuberanza di territorio destinato a Parco, che non ha eguali in tutto il Paese, incluse le grosse città. La scelta di queste aree è stata condotta senza alcuna regola. Gli stessi Consiglieri comunali che dovranno far proprio questo strumento urbanistico attraverso l’approvazione in Consiglio, non sanno dare risposte del perché di tali scelte. Insomma tutto risulta inspiegabile al cittadino, mentre riaffiora beffardamente alla mente il concetto di “partecipazione” che dovrebbe rappresentare una evoluzione della dovuta informazione.
Non penso che la mia vita possa cambiare molto se il mio terreno diventa o meno edificabile. Non sono uno speculatore, né tantomeno sono alla ricerca di ingenti guadagni immobiliari. Sono semplicemente un padre che avrebbe voluto assicurare ai propri figli la possibilità di costruirsi una casa senza dover andare in segreterie politiche che certamente avrebbero premiato il percorso di legalità che mi sono dato. Ma legalità per me significa anche non accettare scorciatoie, né ricatti. Ora, caro sindaco, non ti nascondo che per me è difficile spiegare ai miei figli del perché abbia fatto una scelta di legalità e che non posso consentir loro di costruirsi una casa perché ho scelto di rispettare la legge. Ora mi è difficile comprendere perché il furbetto che mi sta accanto potrà godersi la sua villa abusiva poi condonata, che si affaccia sul mio terreno “a Parco”. Ora mi è difficile capire perché un sindaco come te che parla sempre e solo di legalità, questa legalità l’abbia lasciata fuori dalle scelte adottate per il PSC, scelte che di fatto hanno favorito chi ha speculato costruendo abusivamente e mortificato chi non lo ha fatto. A conti fatti credere nella legalità in questi anni è stato un errore; chi non ha commesso tale errore si gode ora il paesaggio e il verde da una villa panoramica. Alla luce di quanto detto, vorrei che tu sindaco insieme ai consiglieri comunale e regionali, arrivaste alla determinazione di dire: "fermiamo tutto” e rapidamente apportaste al PSC le razionali e dovute modifiche ridando fiducia ai cittadini onesti e consentendomi di guardare negli occhi i miei figli. Solo così potrei continuare ad educarli alla legalità e non abituarli a cogliere “opportunità” appetibili ma che allontanano dalla strada maestra del rispetto delle leggi".
Antonio Guerrise
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