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Lamezia Terme – Riceviamo e pubblichiamo la nota dell’avvocato Francesco Grandinetti sulla mancanza di aule scolastiche per alcuni studenti dell’Istituto Ardito- Don Bosco, nel plesso Don Bosco. “L’entusiasmo del primo giorno di scuola dei bambini della 3°A e della 2°B dell’Istituto Ardito – Don Bosco (plesso Don Bosco) di Lamezia Terme – scrive - è stato accolto con una sorpresa, a dir poco amara, riservatagli dal Dirigente scolastico del suddetto comprensorio ovvero “a scuola senza classe”. Si, a Lamezia Terme accade anche questo! Succede di “collocare” i bambini della 3°A in un laboratorio informatico procedendo ad una divisione dello stesso con armadietti instabili addossati sui banchi scolastici e con le centraline contenenti i fili elettrici a portata di mano, così come accade di “sistemare” i bambini della 2°B in uno spazio dalle dimensioni di uno sgabuzzino. Dall’entusiasmo alla mortificazione di chi dovrà trascorrere un anno di serenità tra i banchi di scuola, di chi ha l’onere di formare nonché educare i bambini, dei genitori che, il giorno successivo, si sono recati presso l’Istituto per colloquiare con il Dirigente scolastico ed evidenziare la pericolosità e l’inagibilità degli spazi creati ad “aula” ma il responsabile non era (e ad oggi non è) presente né tantomeno, si è potuto avere un confronto pratico di risoluzione della problematica con un collaboratore in quanto nessun soggetto, a loro dire, era stato investito della delega di facenti funzioni in assenza del Preside". 

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“Da oggi, di fronte alla staticità della su descritta situazione, tutti i genitori della 3°A e della 2°B, a tutela dei propri figli affinché non succeda l’irreparabile, - spiega - hanno deciso di non far frequentare la scuola ai propri bambini fino a quando non verranno trovate le giuste condizioni all’interno del predetto plesso. Studiare in un ambiente confortevole, igienico e sicuro è un diritto dello studente che consente di garantire il diritto all’istruzione. Chi frequenta da tre e due anni tale plesso non può e non deve essere bistrattato né tantomeno sfrattato. Pertanto, - concude - fino a quando non verrà ripristinato un ambiente idoneo ove poter esercitare il diritto all’istruzione, i genitori della 3°A e della 2°B proseguiranno nella protesta”. 

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