
Lamezia Terme - Un incontro pubblico nel pieno centro cittadino per fare il punto sulla la gestione commissariale del Comune e la paralisi amministrativa che sta investendo la città con gravi ripercussioni sulle attività sociali, culturali e sportive. Questi i presupposti degli attori coinvolti, a microfono aperto, su un corso Numistrano colmo di persone più attente a guardare la partita di calcio trasmessa in un locale a fianco che al dibattito in atto. Ci sono esponenti politici di ogni colore, presenti anche i deputati Giuseppe D'Ippolito e Domenico Furgiuele, ma cittadini pochi. "In questo momento la città deve dare un segnale importante - dice l'onorevole D'Ippolito - ci troviamo di fronte una totale incapacità amministrativa della terna commissariale nella gestione dell'ordinario". C'è un particolare disappunto, da parta del deputato, sull'operato dei commissari del comune lametino, sciolto per infiltrazioni mafiose per la terza volta. Qualcosa si è bloccato, dopo l'iniziale entusiasmo e presa di coscienza del Commissario Alecci. "Non c'è un buon piano di performance, e sono state coinvolte persone a loro volta coinvolte nello scioglimento comunale". Una delusione quella che traspare dalle parole dell'onorevole D'Ippolito. "Appena eletto a marzo mi era apparsa una buona commissione. - afferma riguardo ai commissari - Mi era stato garantito che i problemi delle strutture erano determinati da un bilancio ereditato deficitario. Poi il bilancio è stato approvato in ritardo, ci sono gravi pecche negli uffici e nella distribuzione dei compiti, insomma c'è stato un vero e proprio tradimento. Inoltre ho documentato, tramite dossier, una serie di disfunzioni amministrative gravi. Siamo all'assurdo. Dovremmo commissariare i commissari. Sostituirli".
VIDEO
Con un atteggiamento più riflessivo in merito ai commissari è invece il deputato della Lega Domenico Furgiuele, il quale addossa la colpa di innumerevoli problemi burocratici a un gruppo di dirigenti comunali. "La situazione è aggravata dai dirigenti - dice - che tendono a bloccare qualsiasi cosa venga presentata al Comune. Si va dagli esempi dei professionisti alle attività culturali, alle realtà sportive delle quali mi sono interessato in prima persona". Quanto alle prossime elezioni e alle tempistiche, Furgiuele sembra non avere fretta: "Non si possono attuare pressioni - dice - il Ministro deve prima fare chiarezza. Inutile andare subito al voto". A prendere parola anche Francesco Grandinetti, lamentando la parte tecnica del Comune. "Con quale delibera alcune associazioni culturali hanno avuto la concessione dei Teatri per partecipare al bando triennale della Regione?" - si chiede Grandinetti. "Positivo l'incontro - aggiunge Rosario Piccioni - per la democrazia. Mi dà fastidio quando ci sono persone che fanno i forti con i deboli. Dovremmo fare focus sul perché si è arrivati a questa situazione di scioglimento. Irreparabile è quello che ci aspetta nel futuro. Prima che si verifichino altri scioglimenti bisogna fare chiarezza. Chiedere alla delegazione parlamentare quando si voterà".
Intanto la Consulta delle associazioni, diretta da Francesco Ruberto, chiama a fare un passo in avanti proprio in tal senso. "Tutti ci dobbiamo impegnare per evitare che la città sfoci in situazione irreversibile - dice Ruberto - il problema è culturale. Alcuni dirigenti non hanno la preparazione di base per svolgere il proprio ruolo. Dobbiamo chiedere al Prefetto e al Ministero degli Interni una sostituzione della terna commissariale. Tuttavia, questa situazione non è stata provocata dai commissari, ma dalla politica precedente. Basta a scioglimenti e basta a liste inquinate". Nel mentre degli scarica barile, la città continua a versare in un totale immobilismo, e la poca partecipazione alla manifestazione ne è la dimostrazione.
Valeria D'Agostino



© RIPRODUZIONE RISERVATA