
Lamezia Terme - “Non mi sono mai scagliato contro lo Stato. Io rispetto lo Stato. Ma è doveroso combattere contro quell’antistato che abusa del potere che legittimamente gli è stato conferito, per trasformarlo in abusi e soprusi. L’antistato vuole trasformare in demoni chi difende la democrazia e lo Stato” urla a gran voce Paolo Mascaro a quella consistente fetta di città che, in Piazza Mazzini, gli fa sentire tutto il suo calore in questo momento estremamente delicato sia per Lamezia che per l’ex primo cittadino, che da una settimana fa lo sciopero della fame, nutrendosi solo di liquidi in segno di protesta contro la “vicenda kafkiana” del ritorno della terna commissariale dopo che il Consiglio di Stato ha accolto la richiesta di sospensiva della sentenza del Tar avanzata dall’Avvocatura dello Stato.
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Mascaro parla da un palchetto. Accanto a lui, gli ex componenti di giunta, i consiglieri comunali e molti sindaci del comprensorio lametino, catanzarese e reggino, tra cui spicca Sergio Abramo, nella doppia veste di sindaco di Catanzaro e presidente della Provincia. “Non ho paura di nessuno. Sono qui per difendere la mia comunità ancora una volta pugnalata alle spalle da quell’antistato che, sostituendosi allo Stato, massacra le regole e la democrazia” tuona Mascaro con la determinazione che lo contraddistingue, nonostante gli evidenti segni di stress dovuti a sette giorni di sciopero della fame. Ancora: “Potete cercare in tutti gli angoli e con i migliori investigatori, ma non troverete nulla. Nessun atto è stato infiltrato o condizionato dalla criminalità, né ci sono irregolarità. Anzi, in diciassette giorni abbiamo cercato di recuperare tutto quello che la terna commissariale non ha fatto. Avevo già appuntamento al ministero per sbloccare il Piano di riequilibrio e poter effettuare assunzioni. Ma è scattata la trappola mortale”. Mascaro, quindi, ricorre nuovamente al sostantivo antistato: “Ho chiesto tre volte all’antistato di essere ascoltato. Ma questo non è successo. E non lo perdonerò mai. Sento la fascia tricolore ancora su di me. Nessuno me la può togliere senza la legittimazione popolare”. Poi, Mascaro legge il passaggio della sospensiva sulla “efficiente opera di risanamento portata avanti dalla commissione straordinaria”. Lettura che provoca una pioggia di fischi da parte della piazza.
Ma, nonostante tutto, il sindaco uscente rimane ottimista: “L’11 aprile vincerò. Il Consiglio di Stato non può non darci ragione. Festeggerò il mio compleanno con la fascia tricolore. Sto perdendo chili, ma non l’amore per questa città. È una battaglia collettiva, perché bisogna modificare la norma illiberale dell’articolo 143 del Tuel, che consente a qualcuno di usurpare la fascia tricolore basandosi sul nulla. E la vicenda di Lamezia è finita anche sulle pagine di un quotidiano nazionale che la paragona alla barzelletta cinese del marito che maltratta la moglie senza sapere il motivo, certo che lo sappia lei”. La serata si conclude con l’abbraccio a Mascaro dei ragazzi della Lucky Friends, che “rappresentano quanto di meglio Lamezia ha portato in giro per il mondo”.
Giuseppe Maviglia






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