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Lamezia Terme - Molti i temi contenuti quest’anno nel messaggio d’auguri rivolto dal vescovo Cantafora alla Diocesi e alla Scuola di Dottrina Sociale della Chiesa da lui fortemente voluta e portata avanti perché “occasione d’incontro e di confronto fra coloro che desiderano il bene comune per il futuro della nostra città”. Ed è proprio a partire dall’istanza del bene comune che il discorso si snoda: per ottenerlo è necessario infatti “un cambiamento autentico di noi stessi, della Chiesa, della società e delle sue Istituzioni”, e “un impegno consapevole e libero per la crescita della persona.” Una sfida non facile in tempi che recano il marchio dell’intolleranza, dell’insofferenza civile, in cui “tutti poniamo al centro il nostro io”, nell’assenza di prospettive di crescita individuali e collettive. Ma è in questo contesto che il Natale ci visita, è qui che “Dio si è fatto uomo, è diventato persona. Dunque la dignità della persona è intoccabile, per tutti.”

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Da questa base nasce l’invito a ricostruire il tessuto sociale secondo i principi della solidarietà e della sussidiarietà, senza rincorrere i valori individuali del denaro, del prestigio personale, del potere, ma diffondendo un senso concreto di corresponsabilità. Contestualizzando, Cantafora esprime anche un netto parere negativo circa il tema scottante del diritto all’autodifesa, che rischierebbe di degenerare in intolleranza. “Fomentare la paura dell’altro è un grave errore”- ci tiene a sottolineare. Per ricostruire serve invece un cambio radicale di mentalità, che può e deve partire anche dalla formazione delle nuove generazioni. Qui Cantafora si ricollega al passo del Vangelo di Marco letto ad introduzione dell’incontro da don Andrea Latelli, che ribadisce la necessità di mettere “vino nuovo in otri nuovi”. Il riferimento è chiaramente alla politica: pur senza esprimere pareri di parte, Cantafora richiama ad un cambiamento che possa rifuggire da “logiche familistiche e parziali” e che sia propedeutico all’entrata in gioco di chiunque. “Vogliamo una politica che sia al servizio della pace, e della pace sociale.”  - conclude. Necessario e imprescindibile l’impegno dei cattolici, il cui ruolo nella società civile sarà il tema del prossimo anno di studi della Scuola di Dottrina Sociale della Chiesa, come anticipato da don Fabio Stanizzo, direttore dell’Ufficio per i problemi sociali e il lavoro, al tavolo dei lavori accanto al Vicario don Adamo Castagnaro e al professor Alfredo Saladini, presidente della Consulta dei laici. Presenti in sala autorità civili e militari, in primis il commissario prefettizio Alecci, e svariate personalità del mondo della politica e dell’associazionismo. Monsignor Cantafora, poco prima degli auguri finali, invita i cittadini a “fare rete per il bene comune” perché “se non uniamo i nostri sforzi Lamezia non potrà risollevarsi”.

 Giulia De Sensi

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