
Lamezia Terme – Si è svolta questa mattina presso il liceo scientifico la mostra di uve della Calabria espressione di varietà genetica, di patrimonio viticolo, di didattica innovativa. A relazionare sull'innovativo progetto didattico organizzato dal Liceo Galilei sono stati per prima il preside dell'Istituto, Caterina Calabrese, che spiega la finalità principale di questo progetto: “Si tratta di un collegare la scuola con il territorio, si partirà delle diverse varietà di uve esistenti sul territorio calabrese per farne poi conoscere le qualità, una didattica innovativa la definisco, - la scuola come tramite con il territorio”. La professoressa Sesto afferma che: “Un grappolo d'uva e un vigneto si trasformano in un laboratorio dove confluiscono tante discipline, come la biologia, la botanica, la chimica... abbiamo presente qui dei campioni di quasi tutto il territorio vitivinicolo della Calabria. La mostra rappresenta, infatti, una collezione di circa 30 varietà tra uva da vino e uva da tavola. Si tratta delle qualità autoctone più coltivate un Calabria come il Nerello, il Magliocco, il Greco, il Gaglioppo ecc. e altre internazionali” come il Pinot nero e grigio, il Cabernet...

“Il vigneto ripeto - continua la professoressa - è come se fosse un laboratorio scientifico. Ogni uva è diversa e ogni uva ha le proprie qualità, infatti, ogni grappolo ha un suo DNA che lo rende diverso da un altro. Se ne analizziamo il DNA scopriamo che quello del 'Greco Bianco' e diverso da quello del 'Greco di Bianco'. Inoltre, tutto questo patrimonio vitivinicolo è preservato, custodito e conservato dal lavoro dei viticoltori”, presenti anche alla mostra di questa mattina come il vignaiolo Antonio Palazzo che ha dedicato al vino anche una poesia: 'Amico vino'. “La viticultura aggiunge - Manuela Milone, consigliere dell'ordine degli agronomi di Catanzaro - è una realtà importante della nostra terra, evidenziando la grande importanza che il polo vivaistico di Lamezia riveste per l’intera regione”. “Con questa mostra - conclude la professoressa Sesto - dimostriamo che dalla materia prima che è l'uva produciamo il vino che è il testimone della cultura e delle tradizioni non solo alimentari della Calabria, la vite si è affrancata nella nostra regione e da qui si è diffusa”.
Francesco Ielà
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