
Lamezia Terme - Poco tempo utile e una grande determinazione programmatica: queste le coordinate sulle quali si fonderà l’attività del comitato regionale No Triv, per la battaglia referendaria contro le trivellazioni nel Mediterraneo. Il Comitato si costituisce a partire da stasera grazie alla sinergia di un gruppo di associazioni ed entità politiche fra cui Sinistra Italiana, Sel, Movimento 5 Stelle, Unione Mediterranea, Raspa (Rete associazioni Sibaritide- Pollino per l’autotutela), e che sollecita ovviamente all’adesione quante più realtà presenti sul territorio vorranno unirsi alla campagna di sensibilizzazione. Hanno partecipato al primo incontro, promosso fra gli altri dall’esponente del comitato nazionale No Triv Rossana Cerra e moderato dal rappresentante di Raspa Alessandro Gaudio, il deputato di Sinistra Italiana Celeste Costantino, il deputato pentastellato Paolo Parentela e il costituzionalista Enzo Di Salvatore, autore dei quesiti referendari e co-fondatore del comitato nazionale No Triv.
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Il fattore tempo è stato subito identificato da Di Salvatore come nodale e sulle ragioni politiche della decisione di non accorpare il referendum con le amministrative, con uno spreco notevole di denaro – si spenderanno 350 milioni di euro – anche la Costantino si espressa negativamente, sottolineando come la scelta sia stata fatta dal Governo deliberatamente, “per scoraggiare il coinvolgimento degli elettori e restringere così il campo democratico”, secondo un “ modello di Paese” in cui si prediligono “decisioni calate dall’alto”. Del resto, secondo Di Salvatore, “se non si raggiungesse il quorum, questo delegittimerebbe l’azione referendaria successiva, sfiduciando gli Italiani sull’utilità di andare a votare.” Infatti non sarà quella delle trivellazioni l’ultima campagna referendaria – se ne prevedono altre cinque – ma senza dubbio è quella che in primis va condotta : “Il Governo ha eluso due dei quesiti referendari – continua Di Salvatore – quello inerente la pianificazione dell’attività petrolifera e quello sulla durata dei permessi di ricerca e delle concessioni. Alcune regioni ritenendo illecita l’azione hanno portato la questione alla Corte Costituzionale che il 9 Marzo si pronuncerà in merito alla riproposizione referendaria dei due quesiti.” Secondo Parentela, solo in Calabria esisterebbero già 16 di queste concessioni a società petrolifere. Dunque c’è concordia sulla necessità di coinvolgere il mondo della pesca, delle attività connesse alla balneazione e al turismo ma anche il mondo della scuola, dell’Università, della Chiesa, e naturalmente i singoli cittadini che vogliano avere voce in capitolo sul futuro del territorio.
Giulia De Sensi

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