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Lamezia Terme – ‘Natale nel Deserto del Covid’ è il titolo della tradizionale rappresentazione della nascita di Gesù realizzata dagli utenti in carico al Centro di Salute Mentale di Lamezia inaugurata nel Tribunale lametino. Il lieto evento è stato suggellato dalla presenza di Gianni Garofalo Presidente del Tribunale di Lamezia Terme, il procuratore Salvatore Curcio, Dina Marasco Presidente dell’ordine degli avvocati, il vescovo Giuseppe Schillaci e Rossella Manfredi direttore del Centro di Salute Mentale. Si è trattato di un significativo momento di solidarietà e convivialità con l’obiettivo di dare una speranza, e che sia sempre più prossima e vicina ad un domani più buono in questo periodo ancora devastato dall’emergenza sanitaria. A dare un primo contributo, ma nel complesso unanime, è stata la dottoressa Manfredi a capo del centro di salute mentale. La Dottoressa ha evidenziato come la priorità del suo centro è quello di allievare e ridare dignità, tramite le attività svolte dai loro laboratori riabilitativi, le sofferenze dei loro utenti, “sofferenze derivate da diverse patologie e che nel tempo se non ben curate possono però portare alla perpetrazione di diversi gesti anche inconsulti, ma oggi, grazie alle attività riabilitative ad essere rilevato è stata l’inaugurazione di una cosa bella, “questo meraviglioso Presepe”. “Inoltre -ha aggiunto - che, questo Natale seppur difficile serva a mettere le Istituzioni in relazione con le persone rispettandone la dignità”.

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Ne segue poi la riflessione di Sua Eccellenza Schillaci sul fatto che questa opera, “voglia lasciare ed essere un significativo gesto nel segno dell’accoglienza, in più questo presepe vuole dare un simbolo e riconoscere la dignità della persona”. L’avviso che si vuole lanciare, comunque unanime, è condiviso anche dalla dottoressa Silvestri, ben convinta sull’importanza di “tutelare la dignità della persona”. “Dignità e cure adeguate da dare a persone che soffrono di questi disagi” sono poi le parole del procuratore Curcio. Anche Dina Marasco soddisfatta di avere accolto l’invito del Centro di salute mentale ha specificato, “il valore e la dignità che si è voluta dare a queste persone che ci hanno donato il presepe”. In rappresentanza dell’Amministrazione comunale il vicesindaco Antonello Bevilacqua riporta i saluti e gli apprezzamenti per la realizzazione di questa opera, “fatta da persone speciali e che vuole lanciare un forte messaggio positivo: un presepe che è come acqua nel deserto”. Lo stesso presidente Garofalo nel formulare gli auguri e i ringraziamenti finali ha lodato l’iniziativa nel “creare questo angolo natalizio in un luogo, il Tribunale, che deve essere espressione di tutti nonché aperto a tutti, i cittadini - ha concluso - devono fidarsi di noi e che il Palazzo di Giustizia rappresenti la rinascita della nostra città”.

Francesco Ielà

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