
Lamezia Terme - Dopo l’operazione, “Dirty soccer”, sul calcioscommesse che ha portato a 50 fermi, diverse sono le reazioni
Gratteri, importante fare dirigenti squadra calcio
"Il calcio è uno strumento, è una forte forma di pubblicità. Essere presidenti di una squadra di calcio per un 'ndranghetista o mandarci un prestanome è importantissimo e rappresenta un formidabile collettore di consenso." Lo dice il procuratore aggiunto di Reggio Calabria Nicola Gratteri a Mix24 di Giovanni Minoli su Radio 24.
Pm Cremona, non stupisce crimine organizzato
"Non deve stupire la presenza della criminalità organizzata nel calcioscommesse, perché questa cerca di inserirsi in ogni settore in cui può investire denaro e ricavarne guadagni". Il procuratore della Repubblica di Cremona, Roberto di Martino, titolare dell'inchiesta sul 'calcio malato' che è in fase di conclusione dopo quattro anni in cui sono stati arrestati anche calciatori di serie A, commenta così gli esiti dell'inchiesta della Dda di Catanzaro che ha portato a decine di arresti per scommesse illecite in Lega Pro e Serie D. Di Martino, che si appresta a chiedere il rinvio a giudizio per numerosi indagati, spiega che, nell'inchiesta cremonese, ma ancor più in quella della Procura di Bari, era emerso qualche contatto tra alcune delle persone coinvolte e esponenti della criminalità organizzata, almeno per quanto riguarda il filone cremonese, ma che non si trattava di rapporti organici. "Altra cosa è la criminalità organizzata singaporiana - osserva di Martino in relazione al gruppo capitanato da Tan Seet Eng , detto Dan, che reggeva le fila delle scommesse illecite -, ben presente nell'inchiesta ma che non è assimilabile a quella italiana”.
Codacons,verso azioni legali a tutela tifosi
"Ancora uno scandalo investe il mondo del calcio italiano, con una serie di partite truccate in Lega Pro e serie D, e ancora una volta i diritti dei tifosi vengono schiacciati dagli interessi illeciti di soggetti che si arricchiscono sulla loro pelle". E' quanto si afferma in un comunicato del Codacons in relazione all'operazione della Dda di Catanzaro. "Stiamo studiando - afferma il presidente Carlo Rienzi - le possibili azioni legali da intraprendere per tutelare gli interessi di tifosi e scommettitori. E' evidente infatti che, in presenza di partite truccate, si è verificata una lesione dei diritti degli utenti e un danno sul fronte morale e su quello materiale. La buona fede dei tifosi che seguivano la propria squadra del cuore è stata violata, mentre chi ha speso soldi per assistere agli incontri, seguire le società calcistiche e scommettere sui risultati dei match ha subito un danno patrimoniale”.
Sindaco L'Aquila, a tifosi si deve rispetto
Il Comune dell'Aquila si costituirà parte civile nel processo legato all'inchiesta sul calcioscommesse della Procura di Catanzaro "per i danni morali causati - dice il sindaco del capoluogo abruzzese Massimo Cialente - da questa vergognosa vicenda che apre una ferita gravissime nelle tante comunità colpite". "I sindaci - aggiunge - devono reagire, devono scatenarsi per difendere le comunità, i dirigenti e i calciatori non sono mercenari, fanno sport per migliaia di tifosi per i quali si deve avere rispetto".
Tavecchio, noi parte lesa
"Ci dichiariamo parte lesa per quanto sta succedendo perché continuiamo a subire tutte le situazioni del Paese. Il calcio non viene aiutato da questi scandali. Noi siamo un soggetto che vuole difendere il sistema da certe cose ma i nostri mezzi non sono all'altezza". Così il presidente della Figc Carlo Tavecchio sul calcioscommesse in Lega pro e dilettanti. "Quando le scommesse sono state allargate alla serie D - ha aggiunto - io dissi, pur non essendo consultato, che era un gravissimo errore e oggi i risultati li vedono tutti. Deluso da certi fatti? Guardate che l'uomo, la civiltà è sempre portata ad usare certi mezzi per delinquere. E questo è uno dei mezzi".
"Cinque-sei anni fa la scommessa era un reato. Il giorno in cui si è entrati nell'ottica che la scommessa non è reato porta a far sì che ognuno si debba prendere le proprie responsabilità" ha detto. Il presidente Carlo Tavecchio ha poi lanciato la proposta di creare un database generale che coinvolga tutti i dirigenti sportivi, perché non riaccadano casi come quelli avvenuti recentemente con la vicenda del Parma Calcio. "Abbiamo più di 200mila dirigenti sportivi che in questo momento sono semplicemente censiti per società. In questi giorni mi è venuta l'idea di voler fare un database generale per capire le migrazioni dei soggetti che passano da una società all'altra - ribadisce il presidente federale - se ciò avviene senza problemi, siamo tutti contenti. Ma non si può far fallire una società e poi prenderne un'altra. Alla luce di tutti i maneggioni e faccendieri che fanno parte del nostro mondo, e che sono tanti, bisogna farlo".
Tommasi, rischio quotare dilettanti
"Aprire alle scommesse il mondo dei dilettanti é stato un rischio, perché ci sono oltre 160 squadre e le partite non sono trasmesse, quindi sono difficili da controllare" così Damiano Tommasi (Aic) sull'inchiesta sul calcioscommesse. "Il nostro mondo é allettante per chi persegue il malaffare. Serve chiarezza nel più breve tempo possibile".
Malagò, arresti? Mettono Leghe in imbarazzo
"Ancora una volta pensi che basta e invece c'è sempre una nuova puntata. Chiaro che la Lega Dilettanti per le dichiarazioni di Belloli, che devono essere verificate, e la Lega Pro avevano già tutta una serie di problemi. E mettono queste due leghe in una situazione di grande imbarazzo e l'opinione pubblica non può non tenerne conto". Così il presidente del Coni, Giovanni Malagò, sulla serie di arresti odierni legati al Calcioscommesse su partite di Lega Pro e Lega Nazionale Dilettanti.
Bindi, conferma forza intimidatrice 'ndrangheta
"Il vasto sistema di corruzione sportiva svelato dall'indagine della Squadra mobile di Catanzaro e dallo Sco della Polizia di Stato, coordinata dalla Dda di Catanzaro, e' un'impressionante conferma della forza intimidatrice della 'ndrangheta e della sua capacita' di inquinare in profondita' anche il mondo del calcio". Ad affermarlo e' Rosy Bindi, presidente della Commissione parlamentare antimafia. "La presa della criminalita' organizzata su questo settore, cosi' popolare e di massa in cui ruotano fortissimi interessi economici - ricorda Bindi - non puo' essere piu' minimizzata, come fenomeno locale o episodico. Le decine di arresti di oggi, la mole di indagati e la ramificazione su tutto il territorio nazionale di un sistema fraudolento ci dicono che si sta superando ogni livello di guardia". "Non si puo' aspettare la prossima inchiesta per mettere mano ai correttivi necessari - continua la presidente del'Antimafia -: dalle scommesse, estese alle serie minori e possibili anche per i tesserati, alla trasparenza dei bilanci fino all'efficacia della giustizia sportiva. Occorre liberare il calcio dal malaffare con risposte immediate e piu' rigorose, ma c'e' anche da chiedersi se i vertici della Figc e le leghe delle squadre sono davvero all'altezza di questa sfida". "Un ringraziamento particolare - conclude Bindi - alla Polizia di Stato e alla magistratura di Catanzaro per l'abnegazione e la grande professionalita' dimostrate anche in questa complessa operazione, malgrado la cronica carenza negli organici e nei mezzi a disposizione".
Ranucci, farsa ha preso posto di sport
"L'ennesimo scandalo sul calcioscommesse assume più che mai i connotati della farsa, di sportivo oramai il calcio italiano ha veramente poco". Queste le parole del senatore del Partito Democratico Raffaele Ranucci a commento dell'inchiesta che ha travolto nelle ultime ore la lega pro e il calcio dilettantistico. "Rammarica ulteriormente il fatto che tutto si stia consumando a livello dilettantistico, come a dimostrare l'impotenza di una Federazione che non ha più voce in capitolo. Mentre la Lega fa quello che vuole, decidendo di spostare una partita di serie A per far riposare un giorno in più i calciatori, quando domenica scorsa a Formia nel campionato di promozione si e' giocato ugualmente nonostante un ragazzo si trovasse in coma all'interno degli spogliatoi. Come se non bastasse in queste ore anche il sospetto di un patto segreto sui diritti tv sta minando la credibilità del nostro calcio. Quello che non molti anni fa era lo sport preferito dagli italiani, rischia di diventare qualcosa di cui vergognarsi".
Coisp, agenti rischiano vita per mondo finto
"Un sistema stabile di frodi finalizzate solo all'arricchimento di pochi. L'operazione portata a termine dai colleghi in tutta Italia e' lo specchio di cio' che e' divenuto ormai il mondo del calcio: un mondo di bugie, un business che nulla ha a che fare con lo sport, un carrozzone che serve a pochi ma imbambola tanti e per il quale ci chiedono di rischiare la pelle ad ogni partita, non importa di quale categoria". Cosi' Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, dopo la maxi operazione denominata "Dirty soccer", portata a termine oggi in diverse zone d'Italia e condotta dalla Squadra mobile di Catanzaro relativa al calcio truccato. Un lavoro lungo e complicato sfociato nell'emissione da parte della Procura del capoluogo calabrese di un provvedimento di fermo per ben 50 persone, e da cui emerge uno spaccato desolante del mondo del calcio. "Il nostro lavoro, la nostra fatica e' vera, e vera e' anche la consueta violenza che - aggiunge Maccari - accompagna questo ignobile circo della palla rotolante, ma il resto e', evidentemente, falso. E non solo dobbiamo impiegare sforzi titanici in occasione delle partite, quanto dobbiamo anche impegnare le nostre migliori risorse per portare alla luce il marcio che c'e' dietro a tutto questo. Fortunatamente la Polizia di Stato e' fatta di persone del calibro degli uomini della Squadra mobile guidati da Rodolfo Ruperti e dei suoi collaboratori, e almeno possiamo goderci la soddisfazione di vedere risultati come quelli messi a segno oggi". All'intervento di Maccari fa eco quello del Segretario generale regionale del Coisp calabrese, Giuseppe Brugnano, che ha voluto esprimere le proprie congratulazioni alla Mobile di Catanzaro. "Ancora una volta - ha detto Brugnano - l'alta professionalita' dei colleghi della Squadra Mobile della Questura di Catanzaro, guidata dal dottor Rodolfo Ruperti, ha determinato un'ennesima vittoria dello Stato sulla criminalita'. Sono congratulazioni piu' che meritate, perche' i colleghi della Mobile, nonostante le diverse difficolta' dovute alle limitate risorse, riescono a dare risposte concrete sul territorio nella lotta all'anti-Stato".
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