
Lamezia Terme – “Continuano in città le iniziative che consentono ai colleghi di far riferimento ad un’offerta formativa importante e varia, per un foro, come quello di Lamezia, che si è sempre contraddistinto molto bene a livello regionale”. Con i saluti del presidente dell’ordine degli avvocati, Antonello Bevilacqua, si è dato il via ai lavori del convegno “discriminazioni in ambito lavorativo e rimedi giurisdizionali” promosso dall’Ordine e organizzato presso la sala conferenze di un hotel Lametino. Magistratura e avvocatura a confronto per discutere di un tema caldo e sempre attuale nonostante una legislazione a tutela degli interessati. Salutando i presenti e i relatori, il presidente Bevilacqua ha anticipato l’organizzazione futura di altri convegni formativi dal respiro regionale e in particolare eventi itineranti su tutta Lamezia che saranno accreditati dall’Ordine.
Ad introdurre e coordinare i lavori, l’avvocato Angela Davoli, presidente del Comitato Pari Opportunità. “Abbiamo scelto un tema di grande interesse – ha specificato l’avvocato Davoli – in quanto nonostante la legislazione, si assiste ancora purtroppo a discriminazioni sul posto di lavoro. Lo scopo del convegno è quello di analizzarne tutte le forme e gli aspetti, focalizzandoci su quelli giurisdizionali e processuali, tralasciando il mobbing e lo stalking occupazionale, che sono tutt’altra cosa”. Dopo i saluti dell’avvocato Rosalba Viscomi, presidente Rete CPO ordini Forensi Calabria e di Elena Morano Cinque, avvocato presidente della Commissione Pari opportunità della provincia di Catanzaro, si è entrato nel vivo del convegno, lasciando spazio agli approfondimenti dei relatori. Il giudice del lavoro Valeria Salatino, insediatasi al tribunale di Lamezia Terme nel giugno 2015, ha incentrato il suo discorso in particolare sugli aspetti processuali e il rito applicabile con particolare attenzione al licenziamento delle madri, approfondendo il quadro normativo e sottolineando la disciplina in materia di discriminazioni, con particolare attenzione alle deleghe sul divieto assoluto di licenziamento in periodo di gravidanza.
“Il diritto antidiscriminatorio - ha poi aggiunto l’avvocato Mariangela Longo dell’associazione Giuslavoristi - ha come fondamentale scopo quello di eliminare ogni atteggiamento o comportamento scorretto nei confronti dei lavoratori”. Facendo in particolare riferimento al decreto legislativo 198/2006 e ai decreti 215 e 216 del 2006, l’avvocato Longo ha rimarcato la tutela della parità di trattamento in materia di discriminazioni di genere, razziali e religiose, “nonchè - ha aggiunto - la nuova normativa sui licenziamenti discriminatori introdotti dalla legge 92/2012, che ha modificato l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori”.

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