
Lamezia Terme - Il preoccupante e crescente consenso sociale verso le organizzazioni mafiose è la tematica principale che il libro: “Irrispettabili. Il consenso sociale alle mafie”, vuole mettere in risalto. Inoltre, ad essere posti in primo piano sono gli aspetti che consentono la negativa proliferazione della criminalità organizzata. Il volume è stato scritto a quattro mani dal politico e magistrato Alfredo Mantovano e Domenico Airoma (procuratore aggiunto della Repubblica del Tribunale di Napoli Nord, vicepresidente del centro studi Livatino). A coordinare l’evento l’avvocato Giancarlo Nicotera che ha stimolato i relatori evidenziandone le finalità formative atte alla crescita del “seme” della legalità definendo l’incontro, “un momento pregno, con testimonianze e storie reali su una delle rovine o piaghe (quello appunto del consenso sociale alle mafie), della nostra società”. “È sempre necessario - ha spiegato l’avvocato - veicolare il positivo messaggio della legalità e il libro di Airoma e Mantovano lo fa bene, richiamandoci oltre che ad senso di responsabilità, ad una solida riflessione su situazioni e vicende realmente accadute, talune non da tutti conosciute, ma che devono essere un richiamo alle nostre responsabilità”. Il volume richiama alle diverse sfaccettature che la mafia porta con se, essa non è solo un cancro, ma un male che trova linfa vitale in più ambiti, nei comportamenti, nei messaggi che lanciamo, ma anche nei rituali mistificati della processioni religiose, perché come racconta il libro la mafia la troviamo insediarsi quasi dappertutto”.
A quello di Nicotera sono seguiti i saluti e gli interventi dell’avvocato Simone Cicco che ha specificato come il libro, “analizza chiaramente il fenomeno delle mafie e lo fa in modo clinico con una diagnosi e una terapia. Inoltre - ha aggiunto - bisogna premere forte sui giovani per far sì che i messaggi positivi dalla legalità entrino nella loro educazione. Messaggi - ha rimarcato - che devono essere portati anche dalle famiglie, dalle scuole, dalle istituzioni sia religiose sia laiche”, Il commercialista Giuseppe Costanzo ha chiuso la sessione dei saluti e ha dato un suo breve contributo su ciò che lega la mafia alla religione: “Aspetti che sono però manipolati dalle mafie, (esempio, gli inchini nelle processioni davanti le case dei boss), in merito a ciò - ha ribadito - ognuno deve andare il proprio contributo, affinché venga creato un humus fertile volto alla speranza”. Lo scrittore Diego Segreto (centro studi legislativo nazionale ‘G. Lazzati’) concorde con gli altri relatori ribadisce la necessaria chiave di volta ripetuta nell’evento cioè, “lo scrollarci di dosso la mentalità mafiosa”.

L’intervento altresì di carattere esortativo, dell’avvocato Giuseppe Zofrea ha invece rilevato l’universalità del malaffare che grava pesantemente su tante persone, e ha fornito altri spunti riflessivi all’incontro: “La mafia non è solo italiana ma è universale, critica poi le lacune e le carenze sia politiche sia normative, i dubbi coinvolgimenti istituzionali in alcuni casi incresciosi, nonché - ha ammonito a conclusione del suo intervento - la necessità di punire chi tradisce i mandati parlamentari”. Ma - ha anche dichiarato il suo entusiasmo - “su come sono state affrontate e spiegate in sala e nel libro le problematiche inerenti mafie e altri problemi che attanagliano l’Italia e, di concerto, le sue regioni e città”. L’autore del libro Domenico Airoma oltre a trattare del suo libro ha relazionato in merito al perché alcuna gente trova una certa identificazione nelle mafie: “Questo, accade perché ritrovano nella mafia ciò che non trovano altrove”.
L’incontro di formazione il primo di quest'anno, si è svolto nella sede di Patto Sociale che ha anche organizzato l’evento rientrante nell’ambito de ‘Le giornate della legalità’.
Francesco Ielà
© RIPRODUZIONE RISERVATA