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Lamezia Terme - Sarà presentata il prossimo 16 settembre alle 19:00, presso la caffetteria “Dolce Italia” di Sant’Eufemia a Piazza Italia, il video-dibattito “Mondo Piccolo Roba Minima. Per ripartire con ironia dalla coscienza di essere periferia umana ed esistenziale”. Le periferie esistenziali di Giovannino Guareschi e Enzo Jannacci si tramutano in raccolta di video, testi, immagini e fumetti realizzata per il Meeting dell’Amicizia tra i popoli di Rimini, in continua affermazione di consenso e interesse di critica e pubblico. “Mondo Piccolo-Roba Minima" è stata infatti presentata al “Meeting dell’amicizia tra i popoli”. Un appuntamento atteso e ricco di emozioni che presenta l’accostamento tra due “poeti” contemporanei, apparentemente discordanti come il medico-cantautore milanese e lo scrittore più tradotto del Novecento italiano. Due autori capaci, seppur in diverso stile e maniera di raccontare ogni piega dell’animo umano, partendo dai diseredati delle periferie del secondo dopoguerra. All’evento sarà presente Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la Sussidiarietà, ideatore e tra i curatori della mostra.

Proprio Vittadini più di un anno fa riuniva conoscitori ed esperti di Guareschi e Jannacci, per una intuizione, che li univa, anche se provenivano da mondi  ed epoche diverse. E se Guareschi, era del 1908, figlio della Bassa parmense e la sua narrativa era quella dei piccoli paesi di quella zona, Jannacci,era milanese, nato nel 1935, e aveva vissuto il fascismo da bambino e poi la Resistenza di suo padre.  Jannacci era di sinistra e Guareschi era di una destra antifascista (finì perfino nei Lager tedeschi per essersi rifiutato di aderire alla Rsi), la destra monarchica e antimoderna. Vittadini aveva avuto l’intuizione di capire che il Mondo Piccolo di Guareschi e la Roba Minima di Jannacci erano in fondo il palcoscenico della medesima scena della vita: quella delle periferie esistenziali. In una  intervista,  Vittadini disse: “sono figure marginali, ma sono la vita di tutti i giorni, quindi sono il nostro umano e, se noi non guardiamo questi personaggi, che sembrano marginali, non riusciamo a vivere, perché loro ci dicono le nostre debolezze, le nostre fragilità. Sono i più belli di tutti, perché, come  dice in un racconto , sono “sgalembri”, cioè fuori di testa. Ma noi siamo fuori di testa, ognuno di noi è fuori di testa. Se non fosse fuori di testa, si basterebbe e, quindi, non amerebbe. Come i personaggi di Jannacci, che amano amori impossibili,  e non amerebbero le persone, non amerebbero il Nazareno. Lo amano, perché non si bastano quindi ci insegnano molto.

“Roba minima - Mondo piccolo” vuol dire “non prendiamoci  troppo sul serio”, “non facciamo il discorso sui nostri personaggi”. Lo diciamo così, quasi per ridere, ma così siamo seri, perché le cose più serie si dicono per dire, come “Ho visto un re”. E dice del re, del ricco, che non vogliono che noi siamo tristi; dicendo così vale Leopardi, perché, senza prendersi troppo sul serio, ci dice un grande insegnamento: questa tristezza è la cosa più grande che abbiamo". Tutto questo,  Vittadini e gli amici di Dolce Italia lo  hanno pensato per creare una discussione, interessante, letteraria originale e un dialogo, quanto mai attuale. Non a caso proposto in Calabria, la cui connotazione periferica può essere veramente compresa, ove si tenga conto, non solo della condizione economica e sociale, ma anche della identità e della umanità di chi la abita, vero punto di ripresa e di sfida, per una ripartenza dal basso.

Maria Arcieri

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