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Lamezia Terme – L’ordine degli avvocati di Lamezia Terme ha presentato questa mattina, nell’aula Garofalo del Tribunale della città, un incontro a cui ha preso parte, tra gli altri, anche Andrea Mascherin – presidente del Consiglio Nazionale Forense. Il titolo del convegno “Libera professione in libero mercato “ traccia le linee guide a cui tutti gli avvocati devono fare riferimento, partendo dal passato fino ad arrivare all’attualità. Il presid. del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Lamezia Terme Antonello Bevilacqua rende noti a tutti i presenti quelli che sono i problemi che sempre più attanagliano la professione, problemi che si accentuano maggiormente in alcune aree del territorio nazionale a causa della crisi economica. “La professione dell’avvocato deve ritornare all’importanza di un tempo” – dice Bevilacqua concludendo con un breve ma intenso cenno agli anni della battaglia nel tribunale lametino. A portare i saluti del presid. del tribunale Bruno Brattoli è invece il giudice Fontanazza che si dichiara entusiasta delle collaborazioni trovate qui a Lamezia sia nel campo civile che penale ed evidenzia come il Tribunale costituisca una casa comune. “Stiamo gestendo un problema di arretrato seriale che grazie alla collaborazione degli avvocati stiamo riuscendo a superare” – dice il giudice.        

A proposito delle difficoltà a cui vanno incontro alcune realtà territoriali nel ramo dell’avvocatura del Sud Italia si rende necessaria la traduzione di certi momenti in nuovi spazi, a partire dalla riconquista del ruolo sociale e dal recupero di spazi territoriali. “È chiaro – spiega il presid. del CNF – che il consiglio non può risolvere i problemi di una crisi globale, può però fornire degli indirizzi da seguire”. Il quesito emerso dal ragionamento è che il valore del sistema italiano ( dunque della giurisdizionale ) bisogna deciderlo e imporlo attraverso la magistratura. Sempre nell’ambito della crisi economica, si riprende l’esigenza di rafforzare i diritti di ogni cittadino ad accedere ad un giudice.  Non è inoltre d’accordo il presid. del CNF sui luoghi comuni continuamente lanciati circa la lentezza della giustizia e circa la visione peggiorativa che si tende a dare quando si parla della giurisdizione, e rispetto ad essa dice “ La giurisdizione italiana è la migliore al mondo, abbiamo un sistema penale e civile di altissima qualità”. 

Si rende opportuno lasciare alle spalle le lamentele e trovare la capacità di guardare avanti e al rinnovamento. Tra le possibilità d’uscita c’è l’assistenza negoziata. Per lunghi anni molti sono stati i disegni di legge dati da notai ( soggetti pubblicisti più attendibili), successivamente si è registrata una svolta storica, poiché il ruolo terzo del magistrato viene rimandato all’avvocato. La negoziazione assistita rappresenta lo strumento forte della deflazione. Da ciò ne deriva che sono gli avvocati a salvare dalla giurisdizione ed a conquistare un terreno più marcato dal punto di vista dell’opinione pubblica, sociale e politica. Prosegue Mascherin e parla di mediazione e sportello del cittadino, avente quest’ultimo la funzione di spiegare e indirizzare il cittadino alla giurisdizione. (Si elimina così ogni tipo di autoreferenzialità). “Perché l’avvocato giura davanti il Consiglio dell’Ordine? Perché la magistratura è attendibile” – conclude il presid. del CNF. 

Nei ringraziamenti di Mascherin c’è anche Rosa Capria – Segretaria del CNF, di origine calabrese, da lui definita come la donna che ha raggiunto il grado più alto nell’attività forense. L’avv. Capria riprende il discorso dell’importanza data alla professione dell’avvocato in passato, e invita alla riflessione partendo dal presupposto che nonostante l’aumento di numero di avvocati in Italia è ancora possibile parlare di salto di qualità. Come? Attraverso un percorso di seria e dura riqualificazione. A tale proposito, la Segretaria del CNF, parla di diversi fattori che nel complesso portano all’unica via d’uscita: la specializzazione, cioè l’insieme di aggiornamenti (ciò che già si conosce) e formazioni (ciò che andrà approfondito, attraverso master ecc). Un impegno a cui tutti gli avvocati oggi sono chiamati a mettere in atto per il prossimo futuro. “Cerchiamo di ribaltare l’ottica e non avere timore delle novità” – conclude l’avv. Capria. 

Il convegno si conclude poi con gli interventi degli avvocati Antonino Baffa e Michele Salazar, entrambi improntati sul tema che racchiude le precedenti affermazioni dei colleghi: La deontologia. “Quella che in passato veniva spesso utilizzata nel quotidiano e che oggi, invece, per la prima volta viene assorbita all’interno della legge professionale” spiega Salazar. Si percepisce nell’attuale contingenza la prevalenza delle esigenze di mercato rispetto a quelle di tutela. “Siamo da sempre più facilmente abituati a dire no piuttosto che colloquiare, ed ecco che a lungo andare questo metodo non produce nulla” – si esprime così Antonino Baffa a proposito dell’aumento degli avvocati in relazione all’aumento del contenzioso.

V.D. 

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