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mare-sporco-maggio-1.jpgFoto scattate questa mattina alle ore 7:30 in località Pesce e Anguille - Gizzeria (Golfo Sant'Eufemia Lamezia)

Lamezia Terme – In uno dei “ponti” di primavera inoltrata torna la voglia delle uscite “fuori porta” e di andare a mare o in montagna. In particolare, per chi va al mare in queste domeniche di maggio può essere anche l’occasione per un “test” sulla qualità delle nostre acque marine. Cioè se la situazione, rispetto allo scorso anno, ed in vista dell’estate 2015, è cambiata rispetto agli anni precedenti quando il mare è stato impraticabile perchè “sporco”. Ebbene, alcuni nostri lettori, recatisi a mare nei pressi di Gizzeria in questa prima domenica di maggio, ci hanno inviato delle foto che non lasciano dubbi: vistose chiazze marroni galleggiano poco distante dalla riva così come schiuma ed alcuni rifiuti sparsi qua e là. E dire che il mare è “una tavola blu”, che la giornata è l’ideale per una gita a mare. Niente da fare. Il mare ce lo ritroviamo sporco.

Ma come è possibile? Le domande, a questo punto, sono d’obbligo per cercare un’immediata, e non più procrastinabile, soluzione. Si tratta di malfunzionamento dei depuratori? Delle pompe di sollevamento collegate ad esso che, sulla statale 18, ciclicamente, ci rimandano quel tipico tanfo? Si tratta di scarichi abusivi? Pratiche di sversamento che avvengono di notte? Non è possibile che anche quest’anno ci si avvicini alla stagione estiva con queste premesse. Nuovamente. Per l’ennesima volta. Ma quando lo vorranno capire, chi compie tali scempi e chi amministra la fascia tirrenica, che in queste condizioni ci si fa male da soli? Ma vi rendete conto che è ora di dire “basta”?  E che il Tirreno non può sopportare ancora questo scempio così come l’economia dei comuni costieri? È così difficile riavere quel mare Tirreno di oltre dieci anni fa? Possibile che non importi nulla a chi compie tali pratiche ed a chi amministra e dovrebbe vivere 365 giorni l’anno di questo bene che è il mare? Forse, però, guardando queste foto e calcolando che siamo ancora alla prima domenica di maggio e vogliamo essere sfacciatamente ottimisti, qualcosa si può fare.

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Dall’alto Tirreno fino all’estrema propaggine meridionale occorre una sinergia tra Comuni delle varie province che affacciano sul Tirreno. Una lotta senza se e senza ma. Senza più quei condoni che sono stati fatti negli anni. Stilando una seria mappatura degli allacci e scarichi abusivi. Maggiori controlli da parte delle Amministrazioni che non dovranno essere più così indolenti come in passato per non scontentare i loro elettori. Perché se il mare è sporco è per due motivi principali: da una parte i depuratori e le relative pompe di sollevamento che hanno negli anni creato diversi problemi e, dall’altra, esistono centinaia di allacci abusivi. Per questi ultimi, ma anche per i depuratori visto che i cittadini pagano ogni anno tasse per la depurazione, la colpa è anche e soprattutto delle amministrazioni locali da nord a sud del Tirreno. Che da una parte vivono di turismo, ma forse non si rendono ancora conto della Ferrari che hanno ancora nelle mani, e dall’altra non hanno mai voluto “scontentare” i loro concittadini-elettori e così si è arrivati alla situazione attuale. Anche nella zona di Lamezia, poi, si deve fare di più in tal senso. Perché è inutile parlare di grandi e fantascientifiche opere per il rilancio del turismo se prima non si attua un’attenta mappatura del territorio contro gli scarichi abusivi e non si controllano costantemente (perché, lo ripetiamo, i cittadini pagano le tasse per avere il mare pulito, ndr) che sia depuratori che pompe di sollevamento funzionino sempre, tutte, come dovrebbero. Solo così, forse, si ritornerà ad avere il Tirreno così come ce lo ricordiamo: pulito.

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