
Lamezia Terme - Sono stati circa un migliaio i lavoratori che stamattina hanno bloccato con la loro protesta l'aeroporto di Lamezia Terme. In stato di mobilità in deroga non vengono pagati da circa 18 mesi. Secondo uno dei manifestanti, che provengono dall'edilizia, dai call center, dalle fabbriche, dal campo dei servizi, la cosa sarebbe dovuta ad un errore della Regione, un decreto emesso in ritardo che l'INPS non avrebbe riconosciuto. Il sussidio che veniva loro in precedenza erogato, secondo la stessa testimonianza, ammontava attorno alle 300 euro. ''Manifestiamo per un diritto acquisito che per legge ci spetta - dicono. Dobbiamo farci sentire, perché servirebbe una politica nazionale diversa ma a quanto pare il Mezzogiorno non rientra nei programmi di Renzi''.
AGGIORNAMENTO ORE 16:00, conclusa protesta
Si è conclusa la protesta davanti all'aeroporto di Lamezia Terme dei lavoratori calabresi che usufruiscono degli ammortizzatori sociali. Le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil ed i rappresentanti di alcuni movimenti spontanei hanno partecipato ad un incontro nella Prefettura di Catanzaro durante il quale è stato deciso che saranno pagate subito tre mensilità arretrate. Sono state poi date assicurazioni circa il pagamento delle altre mensilità fino ad agosto 2014. L'intesa è stata raggiunta dopo contatti tra il Ministero del Lavoro e la Regione Calabria. I lavoratori che hanno partecipato alla protesta davanti all'aeroporto di Lamezia Terme hanno concluso la manifestazione
G.D.S.
Colosimo (Sacal): impedire accesso ai nostri passeggeri è calpestare la libertà altrui
"A seguito dei disordini causati dai lavoratori all’aeroporto di Lamezia Terme - precisano dalla Sacal - non sono dipendenti della SACAL SpA, il presidente della Società Aeroportuale Calabrese, Massimo Colosimo, dichiara: pur comprendendo le ragioni dei lavoratori che hanno il diritto costituzionale di manifestare, sono assolutamente contrario e biasimo fortemente le azioni di protesta che sfociano nella inciviltà e nella violenza. Quello a cui abbiamo assistito in aeroporto non è stata una manifestazione di chi si batte per una giusta causa. Impedire l’accesso ai nostri passeggeri in partenza, a cui chiedo scusa per il disagio, distruggere, per puro atto di vandalismo, gli schermi e le sedute presenti in aerostazione non è chiedere giustizia e solidarietà ma semplicemente calpestare la libertà altrui e recare danno al lavoro di altri lavoratori. Ringrazio le Forze dell’Ordine e tutti i dipendenti della Sacal che, nonostante i momenti di tensione, hanno comunque assicurato lo svolgimento delle attività aeroportuali”.


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