
Lamezia Terme - Una situazione di degrado ambientale, proprio in una delle zone di maggiore salvaguardia della salute. Cassonetti zeppi cosparsi da altrettanti sacchetti neri contenenti rifiuti sono il biglietto da visita all'ingresso della Guardia Medica di Nicastro, in via Calatafimi, palazzo dell'UCCP Unità Complessa Cura Primaria (Studio Medico Michelangelo Buonarroti S.r.l.). A segnalare a illametino.it, la referente di postazione della Guardia Medica, la dottoressa Antonietta Dattilo che, come riferisce, aveva già informato, qualche giorno fa gli organi di proposti. Si tratta di rifiuti provenienti dallo stesso studio Michelangelo, che da sempre attua la raccolta differenziata, e da cui erano già partite alcune segnalazioni rimaste inascoltate. "Ho già protocollato all'Asp una lettera che attesta la situazione in cui versa l'entrata della Guardia Medica - afferma la dottoressa Dattilo - con i conseguenti rischi che ne derivano, a livello igienico - sanitario, sia per gli operatori che prestano servizio e sia per la numerosa utenza che si reca nello stesso posto per cure o visite".
Carta, cartone e indifferenziata. Questa l'entità dei rifiuti, sempre raccolti dall'azienda Multiservizi. Niente rifiuti speciali dunque. "Si va avanti così già da questa estate - continua la Dattilo - ma la situazione è diventata più grave negli ultimi 20 giorni. È sempre passata la Multiservizi, ma forse adesso è il caso che questi bidoni si spostino fuori". È dello stesso avviso anche il dottor Ercole Mercuri, direttore UCCP. "Abbiamo provveduto alla segnalazione anche oralmente - dice anche lui a illametino.it - prima di rivolgerci come ha fatto la dottoressa Dattilo all'Asp, ma la situazione si è protratta senza alcun rimedio. L' UCCP è il braccio avanzato del distretto sanitario, qui ruotano 20 mila persone che vengono curate 24hsu 24h - afferma il direttore per rafforzare il passaggio di utenza soggetta al rischio igienico - sanitario - laddove si sostituiscono servizi inadempienti da parte dell'Asp. Abbiamo già chiesto, e ribadiamo l'esigenza, che i bidoni venissero spostati al di fuori dei nostri spazi, sulla via pubblica, così da renderli piu visibili. Ma ancora attendiamo. La raccolta dovrebbe essere quotidiana - aggiunge - ma avviene sempre ogni 15/20 giorni, quando la situazione è già avanzata. Questo non è da paese civile, tanto meno in un luogo sanitario a tutela della salute".
Valeria D'Agostino



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