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Lamezia Terme - A pochi  giorni dall'inizio vero e proprio della stagione balneare 2013 ecco arrivare un sequestro che pone diverse riflessioni ed interrogativi sullo stato di salute del mar tirreno nei pressi di Lamezia. Dopo che nella giornata di ieri avevamo dato notizia di un sequestro di discarica di rifiuti pericolosi a due passi dal mare e dal torrente Turrina, vicino l'area industriale di Lamezia, ecco arrivare oggi un nuovo sequestro operato dalla Guardia Costiera di Vibo sempre nella stessa zona. Durante ulteriori attività di controllo nell'area a seguito del sequestro della discarica abusiva, gli uomini della Guardia costiera hanno rinvenuto, poco distante dal luogo del sequestro ed in prossimità dell'area industriale e del torrente Turrina anche una vasta area di 15.000 metri quadri adibita a discarica abusiva di "fanghi biologici in sospensione". Una vasta laguna illegale di fanghi, per fortuna ancora distante dal mare ma vicino alla foce del Turrina.

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Nell'immediatezza i militari, assieme ad agenti della polizia municipale di Lamezia hanno allertato il pm di turno, il sostituto procuratore Santo Melidona che ha disposto l'immediato sequestro ed il contestuale avvio d'indagini più approfondite. Sul posto sono stati inviati sia i tecnici Arpacal per effettuare campionamenti e risalire alla provenienza (cioè se provenienti da impianti di depurazione industriali oppure fanghi derivanti da impianti di reflui fognari) e sia un elicottero della Guardia Costiera del 3° Nucleo Aereo di Catania che ha effettuato un sorvolo della zona per individuare eventuali fonti di inquinamento visibili dall'alto, con riprese video e aerofotogrammetria dell'area interessata allo smaltimento dei reflui sequestrati.

I reati contestati, al momento ad ignoti, riguardano "l'abbandono di rifiuti", il "deturpamento di bellezze naturali" oltre che il "getto pericolose di cose". "Continueranno - ha spiegato il Comandante della Capitaneria di Porto Paolo Marzio - senza sosta le indagini per cercare d' individuare la fonte dell'inquinamento accertato, con la speranza che le attività di bonifica della zona inizino presto così da evitare che i fanghi possano riversarsi in mare".

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