
Lamezia Terme - Il decreto per l’adeguamento della rete ospedaliera agli standard nazionali sta suscitando reazioni tutt’altro che positive da parte di politici, associazioni e cittadini in particolare nella città della piana. Dieci i reparti dell’ospedale Giovanni Paolo II che verranno soppressi: Tin, Neonatologia, Malattie infettive, Dermatologia, Otorinolaringoiatria, Odontoiatria e Stomatologia, Microbiologia e virologia, Servizio Trasfusionale, Malattie endocrine, Nefrologia. Conseguenza del decreto emanato dal commissario Massimo Scura. Era il 12 marzo 2015 quando il Consiglio dei ministri ha nominato quest’ultimo commissario per l’emergenza sanitaria in Calabria e confermato Andrea Urbani sub commissario unico. Oggi si chiede a gran voce la revoca dei commissari dall’assemblea dei medici alla senatrice Doris Lo Moro che ha presentato un'interrogazione urgente al Ministro della Salute “penso sia opportuno che la ministra Lorenzin - dichiara la senatrice - proceda alla revoca del commissario e del sub-commissario che non hanno meritato la fiducia dei calabresi e non meritano la fiducia del Governo che non può non avere come obiettivo finale la garanzia dei servizi sanitari ai cittadini e la regolarità della gestione del Servizio Sanitario”. Perfino il Presidente della regione Mario Oliverio chiede la sospensione del decreto e si dice preoccupato per “le dimissioni dei primari di Vibo Valentia che non possono non destare allarme”.
I malumori hanno portato un gruppo di lametini ad organizzare per sabato 19 marzo alle 10 davanti l’ingresso dell’Ospedale di Lamezia Terme una manifestazione di protesta contro lo smantellamento del nosocomio lametino. Ad annunciare la protesta civile, il consigliere comunale Mimmo Gianturco. Manifestazione che, tengono a precisare, si prefissa essere “senza colori politici” con un unico obiettivo: difendere l’ospedale di Lamezia Terme, terza città della Calabria.
“Giù le mani dall'ospedale giù le mani dal lametino” scrive il sindaco Paolo Mascaro su Facebook in vista della manifestazione di sabato che sottolinea “sarà una grande manifestazione di popolo, senza strumentalizzazioni e senza colori politici. Sarà il desiderio e la voglia del grande comprensorio lametino di urlare la propria rabbia contro provvedimenti insulsi ed offensivi. Sarà un momento di unità e di amore per la propria terra. Sarà un momento di sacrosanta ed incontestabile rivendicazione di ciò che spetta ad un popolo sovente trascurato ed abbandonato. Abbiamo in passato, uniti e senza colori, salvato il tribunale, oggi dobbiamo difendere il nostro ospedale che ha necessità di sviluppo e non di barbare limitazioni, domani dovremo riconquistare la casa circondariale, sempre dovremo difendere il futuro dei nostri figli e la grandezza della nostra terra. Invito tutti, partiti ed associazioni, movimenti e comitati, studenti e pensionati, imprenditori ed insegnanti, professionisti e disoccupati, invito tutto il popolo di Lamezia e di tutti i comuni del comprensorio, che debbono crescere con pari dignità e rispetto, a partecipare compatti. E' una lotta di civiltà e progresso, e' una lotta di equità e giustizia. Difendiamo Lamezia ed il lametino, difendiamo i sogni dei nostri figli e della nostra terra. Tutti uniti, e senza polemiche, mandiamo un messaggio chiaro ed inequivocabile alla ottusa prevaricante burocrazia che vorrebbe sopprimere il nostro futuro. Giù le mani dall'ospedale giù le mani dal lametino”.
“Non tagliamo il diritto alla salute. Il 19 marzo ci sarò” dichiara Giuseppe D’Ippolito del M5S che aggiunge “come calabrese e cittadino di Lamezia, parteciperò sabato 19 marzo alle 10 alla manifestazione di protesta civica davanti il nostro ospedale cittadino. Invito, altresì, ogni persona di buona volontà a partecipare. Non credo che occorra spendere molte parole per motivare questa scelta. La salute non può soggiacere a regole economiche e finanziarie, a valutazioni costi/benefici, non si può morire perché la tua salvezza dipende dal numero di chilometri che ti separano da un luogo di cura. Le strutture sanitarie costano? Occorre coprire le spese? Le risorse ci sono, basta volerle trovare: tagliamo i costi della politica, stipendi, indennità, vitalizi, non tagliamo il diritto alla salute!”. Anche il Movimento Territorio e Lavoro guidato dal consigliere comunale Massimo Cristiano annuncia la partecipazione alla manifestazione.
Degne di nota, le associazioni che hanno organizzato la raccolta firme contro il decreto Scura: Comitato Salviamo la Sanità del Lametino, Tribunale dei Diritti del Malato, Libera Voce, Rinascita di Lamezia, Quartiere Capizzaglie e altre associazioni. "Sono già 10 mila le firme raccolte in una settimana", comunicano in una nota dal Comitato Sanità e dal TdM. "Invitiamo i cittadini - aggiungono - a darci il loro sostegno continuando a venire a firmare nei banchetti fissi presso l'ospedale, il comune, il tribunale, i mercatini rionali del martedì, mercoledì, venerdì e sabato e a quelli sul corso ogni sabato pomeriggio e domenica mattina e pomeriggio".
L’associazione Politico-Culturale “Libera Voce”, invece, in una nota stampa ha chiesto che la manifestazione contro lo smantellamento del nosocomio lametino “sia organizzata e coordinata da un comitato specifico, nuovo”. Attesa, quindi, per questa manifestazione, aperta non solo ad associazione e gruppi politici, ma soprattuto ai cittadini di Lamezia e di tutto l’hinterland lametino. Un evento che lancerà un segnale forte di unità a favore di una causa comune: salvare l’ospedale di Lamezia Terme.
R.V.
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