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Lamezia Terme - Sdegno, necessità di individuare le responsabilità che hanno prodotto questa situazione stagnante in città e la locandina  della stagione teatrale 2018/2019 che si sarebbe dovuta svolgere al Teatro Grandinetti. Questi gli elementi con cui si sono presentati alla stampa  le associazioni AMA Calabria, I Vacantusi, Teatrop, Show net di Ruggero Pegna; che nonostante la situazione rimangono positivi e annunciano che sabato 17 alle ore 11, si terrà fuori Lamezia una conferenza stampa in cui verrà reso noto dove le attività teatrali lametine "si trasferiranno". 

Francesco Pollice Direttore artistico di Ama Calabria, impugna una nota che arriva - dopo mesi di lotte - direttamente dal comune, datata 9 novembre 2018, che ha segnato la parola fine alla possibilità che a Lamezia Terme si possano svolgere le attività teatrali e più in generale artistiche; e come infatti lo stesso Pollice ribadisce "in questa lettera, il commissario Alecci fa riferimento a quello che impedisce l'agibilità piena del Teatro Grandinetti, riferita all'utilizzo di due porzioni immobiliari della stessa struttura - una è la via di fuga per gallerie, palchi e camerini e l'altra sita al pian terreno dove ha sede l'impianto centrale anti-incendio - e rispetto a queste due porzioni immobiliari l'Ente civico deve acquisire la piena e incondizionata utilizzabilità", e aggiunge sempre con atti alla mano "sono in corso da parte del comune contatti con 8 persone fisiche, titolari del diritto di proprietà della porzione di terreno di cui stiamo parlando" e che "non sono state ottenute le disponibilità formali di tutti i comproprietari". Un vero e proprio cortocircuito viene a galla dal comune, infatti, come Pollice afferma "quando siamo andati alla riunione convocati da Alecci abbiamo assistito ad una piece teatrale, nella quale da un lato il commissario ribadiva la possibilità dell'affidamento diretto, e dall'altra c'erano i dirigenti del comune che contestavano questo tipo di ipotesi, adducendo evidentemente normative che lo impedivano". 

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Nico Morelli, presidente dell’Associazione teatrale “I Vacantusi”, riallaciandosi alle parole di Pollice "si dice in giro - chiederemo poi conferma - che vi sia stata una riunione in prefettura, in cui hanno partecipato la terna commissariale, avvocati del comune e rappresentanti della famiglia Grandinetti, in cui sembrerebbe sia avvenuta la riesamina delle proprietà, e che la famiglia Grandinetti abbia dato la piena disponibilità delle strutture di cui abbiamo parlato, e sembrerebbe si sia chiesto quali sarebbero dovute essere le attività di vigilanza necessarie" ma secondo quanto da loro appreso "si sarebbe preso in esame che sulla via di fuga esiste un fabbricato abusivo, e che in prefettura siano saltati sulla sedia" nonostante ribadiscono "all'interno del verbale della commissione di vigilanza non fosse citata alcuna via di fuga ostruita".

Una situazione stagnante e di caos quella che si è profilata e che purtroppo la città sta vivendo. Pietro Bonaccurso di Teatro P, affronta la questione in maniera pratica "un teatro così a noi non ci serve, con i soldi spesi in tutto questo tempo, avremmo potuto costruire un teatro due volte migliore di questo, perchè ci sono un sacco di terreni in cui il comune non deve pagare nulla, e si può costruire un vero teatro come si deve". Ruggero Pegna, promoter, cerca di stabilire la differenza che c'è tra burocrazia e agibilità e afferma "l'esasperata burocrazia che va oltre quanto richiesto dalla normativa in fase di sicurezza" e afferma riferendosi all'attuale gestione commissariale "stanno confondendo agibilità e abitabilità, mentre si sarebbero dovuti limitare a dare prescrizioni".

A.B.

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